Il dolore
Annamaria, cento anni e non sentirli
I parenti, gli amici e il sindaco Calamai l’hanno festeggiata alla Rocca di Montemurlo
MONTEMURLO. Annamaria Bini ha spento 100 candeline, anche se a vederla le se ne danno almeno venti meno. Una donna autonoma e piena di vitalità, nonostante le sofferenze della vita: qualche anno fa ha perso il figlio Giovanni di 61 anni e dopo poco tempo anche la nuora. Annamaria rimane comunque circondata dall'affetto di una bella e grande famiglia, l'altro figlio Giancarlo, 68 anni, i nipoti Sara e Simone e i pronipoti Samuele, 14 anni e Dario 8 anni, che nei giorni scorsi l'hanno festeggiata alla Canonica della Rocca di Montemurlo, insieme ad amici, parenti e al sindaco Simone Calamai. Annamaria è nata a Vaglia (Firenze) il 26 luglio 1924 e presto si trasferisce a San Gimignano dove il padre fa il guardiacaccia in una fattoria. Li conosce il futuro marito con il quale si sposa nel 1948 ed arriva a Montemurlo nel 1958, proprio a seguito del marito che fa il muratore e lavora per la famiglia Loni, allora proprietaria della fattoria del Parugiano. Nella vita Annamaria ha svolto vari lavori, è stata a servizio di una famiglia pratese, ha fatto la rammendina di pezze a domicilio e si è occupata della famiglia e dei nipoti con dedizione e amore. Una persona sempre tranquilla e accomodante, che, nonostante i cento anni, è lucida e vive da sola in autonomia: cucina e svolge piccoli lavoretti domestici, pur con qualche aiuto esterno. Intatte anche le abitudini sociali, Annamaria va regolarmente dal parrucchiere e ogni giorno incontra le amiche di una vita del condominio di Bagnolo, dove vive fin dagli anni Settanta.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
