Lutto
Prato, la piaga dei sacchi neri: cresce l’abbandono selvaggio e il Comune sceglie il pugno di ferro
La zona sud della città è alle prese con l’ennesima emergenza ambientale: ancora segnalazioni
PRATO. Non si ferma l’emergenza abbandono sacchi neri pieni di scarti tessili. Delle vere e proprie discariche a cielo aperto. E l’amministrazione comunale promette di dare battaglia all’abbandono dei rifiuti e di mettere in campo nuove forze e un nuovo piano di rimozione degli abbandoni in collaborazione con Alia, il gestore dei servizi ambientali.
Più fototrappole, indagini approfondite sullo scarto tessile per risalire all’azienda che lo ha prodotto e una nuova modalità di recupero che garantisca il rispetto dell’ambiente e più decoro. Sono le azioni che l’amministrazione comunale mette in campo per contrastare l’abbandono dei sacchi neri, fenomeno che dopo un periodo di tranquillità, è tornato prepotentemente all’ordine del giorno. Le segnalazioni quotidiane si moltiplicano. In queste settimane la polizia municipale ha potenziato i controlli e gli appostamenti riuscendo in un paio di occasioni a intercettare furgoni carichi di scarti tessili prima che fossero abbandonati sul territorio. «Ringraziamo la Municipale per l’impegno profuso che ha permesso di ottenere risultati importanti – dice il vicesindaco Simone Faggi – Risultati che a breve ne produrranno altri perché i nostri agenti portano avanti un’attività di indagine capillare per risalire al produttore dello scarto, ossia a colui che ha commissionato ad altri gli scarichi abusivi. Non basta colpire chi effettua gli abbandoni, dobbiamo risalire anche ai registi dell’operazione e colpirli mettendo in campo tutte le azioni e le sanzioni che il nostro ordinamento ci mette a disposizione. È inaccettabile e ingiustificabile. Non è possibile che vengano scaricate sulla comunità e sul territorio gli scarti della attività produttive». Saranno inoltre potenziati il numero di fototrappole presenti sul territorio e la strumentazione tecnologica in dotazione alla Municipale.
La strategia di contrasto al fenomeno prevede anche una nuova modalità di recupero degli abbandoni sia per limitare al massimo le conseguenze per l’ambiente che migliorare il decoro della città. Comune e Alia Multiutility stanno lavorando a un progetto che permetta agli operatori di recuperare i sacchi neri lasciati sul territorio più velocemente rispetto al passato. Dal momento della segnalazione l’intervento dovrà avvenire entro 48 ore.
Le zone
Intanto, però la zona presa di mira è sempre quella di Prato sud, fra le Fontanelle e Castelnuovo. Continua così senza sosta anche d’agosto lo scarico abusivo dei sacchi con scarti di lavorazione e non solo; fra questi anche pannelli di cartongesso, calcinacci, strumenti di lavoro da edilizia e molto ancora come onduline in plastica. Insomma, tutto ciò che è classificato come rifiuto speciale sta prendendo in parte la strada dell’abbandono nella zona a sud della città e come spesso è accaduto, molti di questi rifiuti vengono trasportati di notte con furgoni, e anche con bici elettriche (mezzi senza targa), nei vari punti del territorio.
La ricostruzione
Dietro a questa massiccia invasione di sacchi neri, potrebbe esserci al lavoro una vera e propria organizzazione e le forze dell’ordine non lo nascondono; a monte si troverebbero le ditte, in genere orientali, del pronto moda che conferiscono gli scarti di lavorazione e a valle persone di origine nordafricana e bengalese dediti a compiere il passo finale. È cosi che dallo scorso febbraio avviene l’abbandono dei rifiuti. E la zona più colpita resta appunto quella delle Fontanelle e di Castelnuovo, anche se secondo Marco Maccioni, comandante della polizia municipale, «dopo i colpi inferti nelle scorse settimane a Iolo e Tavola, dove sono stati sequestrati alcuni furgoni abusivi pieni di scarti di lavorazione, l’abbandono si sta spostando anche su altre aree del comune».
La polizia municipale
«Abbiamo pattuglie che almeno una notte su due escono a controllare il territorio contro gli abbandoni dei rifiuti, ma la situazione ha ormai numeri importanti. Da febbraio scorso il problema si è aggravato in modo importante», precisa il comandante della polizia municipale di Prato.
Gli ultimi abbandoni di sacchi neri sono avvenuti nella zona di via Roma, in direzione Poggio a Caiano, in una rientranza dopo il distributore di benzina e bar ristorazione della IP e un altro abbandono, anche qui di decine di sacchi, è ben visibile sempre su via Roma, direzione Prato, poco dopo il lago da pesca “I pioppi”. Anche in via della Macchiola sono ricomparsi a terra i sacchi neri grandi pieni di scarti tessili.
La politica
Sulla questione interviene l’onorevole Erica Mazzetti che chiede, fra le altre cose, l’impiego di un numero maggiore di agenti nel contrasto all’abbandono dei rifiuti industriali. Mazzetti cercherà di fare di più: «È una vera e propria emergenza. Presenterò una interrogazione al ministro dell’Ambiente e a quello degli Interni, per sapere se davvero siamo davanti ad una organizzazione strutturata dedita a questi reati, come sembra che sia». Per il vicesindaco e assessore all’ambiente, Simone Faggi, «si tratta di un fenomeno inaccettabile e ingiustificabile» e il Comune annuncia guerra all’abbandono dei rifiuti. A chi lo commissiona, le ditte appunto, e a chi lo esegue.
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