Il Tirreno

Prato

Il caso

Gli avvocati e i Radicali in coro: «Cara Mazzetti, il carcere di Prato non è un hotel»


	La deputata Erica Mazzetti all'uscita dal carcere della Dogaia
◗
La deputata Erica Mazzetti all'uscita dal carcere della Dogaia

Non sono piaciute le dichiarazioni della deputata di Forza Italia dopo una visita alla Dogaia, dove ci sono stati tre suicidi in sette mesi. La replica dell’onorevole: «C’è una campagna in corso contro il governo»

5 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Non sono passate inosservate le dichiarazioni rilasciate dalla deputata di Forza Italia Erica Mazzetti, venerdì 2 agosto al termine di una visita nel carcere della Dogaia, quando ha commentato che la situazione del casa circondariale, nonostante tre detenuti suicidi in sette mesi, è migliore di come viene rappresentata. Passati due giorni, arrivano le bacchettate dei Radicali e della Camera penale degli avvocati.

«Ieri mattina, aprendo la cronaca locale, ci siamo trovati davanti ad un "miracolo": il carcere di Prato "promosso", per le sue condizioni, dall'onorevole Mazzetti – scrive la Camera penale – Miracolo (forse la parola più corretta sarebbe utopia), perché si parla di un carcere "tenuto bene", "che funziona", con camere di pernottamento "in buone condizioni". In qualità di Commissione Carcere della Camera Penale di Prato il cui operato, va premesso, è istituzionalmente privo di alcuna finalità politica, visitiamo periodicamente il nostro istituto di pena (la prossima visita sarà il 15 agosto) e denunciamo la prolungata inerzia della politica, nel suo insieme, a far fronte alle criticità del sistema penitenziario, ad iniziare dalla nostra casa circondariale.
Ci auguriamo che le dichiarazioni dell'onorevole siano dovute ad una visita nelle sole sezioni che notoriamente riscontrano pochi problemi, dove sono ristretti i detenuti di alta sicurezza ed i collaboratori di giustizia».
«Tuttavia – aggiungono gli avvocati – nelle relazioni che ogni volta stiliamo dopo la visita, come anche nella Maratona Oratoria tenuta lo scorso 4 luglio, abbiamo più volte segnalato la presenza di insetti (blatte e cimici del letto) nelle sezioni comuni (specialmente nelle 1 e 2), l'inadeguatezza del lavoro a turnazione per 100 detenuti sui quasi 700 ristretti, le condizioni igienico-sanitarie dei locali doccia spesso malfunzionanti, i cambi di lenzuola che avvengono dopo oltre 40 giorni, la carta igienica che manca per settimane, la muffa nei materassi, la carenza di prodotti per la pulizia degli spazi».
«Segnaliamo che sono serviti i reclami dei detenuti e l'ordine all'amministrazione da parte della Magistratura di Sorveglianza – dice ancora la Camera penale – per fare riparare l'impianto di areazione dei locali doccia, che i detenuti cucinano accanto alla porta del bagno e vivono in tre in uno spazio che solitamente ognuno di noi ha a disposizione per il solo bagno e che una nostra normale camera da letto misura il doppio di una camera di pernottamento della "Dogaia". Segnaliamo che i detenuti con problemi psichiatrici si trovano senza accurati piani terapeutici, spesso dipendenti dalle cure dei propri compagni di cella per le basilari esigenze di vita e che negli ultimi 7 mesi 3 di loro si sono tolti la vita dentro quelle mura: d’altronde il numero dei suicidi nelle carceri italiane conta, nel solo 2024, 64 perdite tra la popolazione detenuta e 7 tra il personale della polizia penitenziaria. Invitiamo l'onorevole Mazzetti ad esaminare le nostre relazioni, che sono pubblicate sul sito dell’Unione Camere Penali Italiane e a vedere la registrazione della nostra Maratona Oratoria al fine di conoscere le opinioni di chi il carcere lo vive quotidianamente. Le chiediamo di ascoltarci come Commissione Carcere e di intavolare un dialogo per conoscere la realtà della Dogaia che, purtroppo, non è quella che è stata descritta oggi in prima pagina. Le chiediamo di interloquire affinché la stampa restituisca una fotografia della gravità della situazione attuale: le condizioni di detenzione della Dogaia non sono buone né per i detenuti, né per chi vi opera, pochi educatori, personale sanitario non sufficiente, polizia penitenziaria cronicamente sotto organico. È inaccettabile che si legga "no allarmismi" o "non criticità" a nemmeno 10 giorni dall'ultimo suicidio, inaccettabile perché tenta di soffocare il nostro grido d'aiuto e di spegnere l'attenzione sull'emergenza in cui versa la nostra casa circondariale».

Anche i Radicali Italiani criticano le dichiarazioni di Mazzetti. «Sarà forse il caldo d’agosto o la totale ignoranza sulla condizione di carcerati e personale – scrivono il tesoriere nazionale Filippo Blengino e il presidente del Comitato nazionale Matteo Giusti in una nota – ma le dichiarazioni dell’onorevole Mazzetti, che vede celle tenute bene nel carcere Dogaia di Prato, rappresentano in modo drammatico la cecità di una politica che, di fronte a continui suicidi e carceri fatiscenti, se la cava con compassate dichiarazioni e riforme aleatorie».

«Chi non vive la condizione del carcere nella sua interezza – sostengono i due esponenti dei Radicali – rischia addirittura di scambiare un istituto infestato da blatte e cimici, con personale sottodimensionato, pochissimi operatori e personale sanitario non in grado di gestire l’emergenza, per un hotel. Le dichiarazioni potrebbero pure apparire comiche se in realtà non fossero drammatiche. L’unica certezza è che lo spettacolo offerto dall’onorevole Mazzetti è totalmente inadeguato alla situazione delle nostre carceri e al durissimo periodo storico che stanno vivendo al loro interno detenuti e operatori. Le visite nel carcere vanno sempre viste come un elemento positivo – dicono Blengino e Giusti – A maggior ragione se esercitate da chi ha un ruolo all’interno delle istituzioni, ma effettuarle senza un occhio analitico generale può solo dare un’immagine molto fuorviante della situazione».

La replica di Erica Mazzetti non si è fatta attendere. «Questo è il primo governo che ha preso a cuore la questione delle nostre carceri, su impulso di Forza Italia – scrive la deputata – cercando di migliorare le condizioni dei detenuti e quelle di lavoro, in modo concreto, non a parole o per sentito dire. È in corso, da mesi, una campagna di parte, alla quale altri si accodano, contro il governo come se l'attuale stato delle carceri italiane fosse solo responsabilità di questo esecutivo, chiaramente perché di centrodestra. Non ricordo analoghe iniziative quando ci sono stati, per molti anni, governi di segno diverso; del resto, solo il centrodestra ha nel suo Dna la sicurezza, la severità della pena ma anche la dignità della persona, da difendere sempre. Io non nego i problemi, ho voluto non solo toccarli con mano ma anche iniziare a fare qualcosa di concreto per risolverli, impegnandomi direttamente. E non finisce qui. Se poi la Camera penale ha intenzione di aiutarmi, sto preparando una relazione per il viceministro che può essere integrata con i suggerimenti e le proposte di tutti, fermo restando che respingo le narrazioni allarmistiche sulla Dogaia e ribadisco che, con le risorse umane e economiche a disposizione, i dipendenti fanno un grande lavoro che certamente può essere migliorato ma non ignorato».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web