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Prato, addio al cinema teatro Borsi: chiude dopo quasi un secolo

di Alessandro Pattume

	L'interno del cinema
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L'interno del cinema

Il gestore getta la spugna, la Curia non prevede interventi: «Non ci sono colpevoli né vittime, sono stati anni meravigliosi»

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PRATO. Il teatro Borsi è chiuso da un anno e non riaprirà, dopo quasi un secolo dalla sua nascita. Il regista Daniele Griggio ha annunciato che Pratoteatro Aps lascerà la sala di via San Fabiano e la Curia, proprietaria dell’immobile, non ha in programma interventi di alcun tipo nell’immediato futuro.

L’addio di Pratoteatro

«Lascio il Borsi – ha annunciato Griggio il 13 luglio su Facebook – Quando gli interessi convergono nascono le cose, quando divergono le cose finiscono. Il Borsi è chiuso dal 31 marzo 2023, ma ha comunque dei costi e i tempi di attesa del progetto di ristrutturazione sono per noi insostenibili. Non ci sono colpevoli né vittime. Sono stati sette anni meravigliosi. Grazie ai collaboratori, agli artisti, ai fornitori e al pubblico. Grazie di cuore!». Griggio nei giorni successivi è poi tornato sull’argomento chiedendo di non fare speculazioni, precisando che il Comune di Prato non c’entra niente nella gestione del Borsi e che la decisione di lasciare il Borsi si deve appunto solo all’allungamento dell’iter burocratico per il suo ripristino e alla mancanza di risorse.

Il punto

«Una scelta dolorosa ma necessaria – commenta Griggio al telefono – Un teatro chiuso non produce reddito e le spese per il suo mantenimento invece aumentano». Griggio racconta che l’interessamento di alcuni professionisti aveva permesso di presentare il progetto di ristrutturazione con il Super Bonus ma che poi prima l’annullamento e poi la rimodulazione da parte del governo del bonus avrebbe allungato a dismisura i tempi di realizzazione.

«Purtroppo – spiega – l’incertezza legata ai lavori e la sofferenza economica in cui siamo incappati come associazione ci ha costretto a rivedere tutto. In sette anni e quasi senza mezzi abbiamo organizzato 166 eventi per 260 serate, siamo stati i primi ad avere in cartellone anche la danza, abbiamo fatto corsi per bambini e adulti e creato anche il Premio Sara Ferrati. Crediamo di aver messo in piedi un teatro che stava lentamente tornando importante per la città».

Quale destino per il Borsi?

Cinema storico della città, il “Borsi d’essai” è stato un punto di riferimento per tutti i cinefili pratesi fino al dicembre 2013, quando con la proiezione di “Baci rubati” di Truffaut chiuse definitivamente i battenti a causa della transizione al digitale – bisognava sostituire il proiettore – e alcuni lavori all’impianto di riscaldamento. La proprietà cercò alcune soluzioni, compresa la partecipazione ad un bando regionale, che però non portarono i frutti sperati. Il Borsi tornò in vita tre anni dopo, quando Pratoteatro di Daniele Griggio entrò in scena per trasformarlo in un teatro. Dopo sette anni, il 31 marzo 2023, è sopravvenuta una nuova chiusura, cui è seguita una raccolta fondi «che non è andata bene», racconta Griggio, e poi il lungo stillicidio che ha portato all’abbandono.

Mentre Pratoteatro ha trovato una nuova casa negli spazi della Gang del Bosco in viale Galilei e Griggio sta pensando di scrivere un libro sull’avventura del Borsi, la sala di via San Fabiano attende di conoscere ancora una volta il proprio futuro. Dalla Curia confermano che non ci sono interventi programmati nell’immediato futuro. «Il progetto per la ristrutturazione del Borsi c’è – conclude Daniele Griggio – spero che qualcuno riesca a portarlo a termine».

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