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Prato, la capogruppo del Pd: «Fare luce sui rimborsi incassati dal consigliere di FdI Belgiorno»


	Il consigliere comunale Claudio Belgiorno di Fratelli d'Italia
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Il consigliere comunale Claudio Belgiorno di Fratelli d'Italia

L’esponente di Fratelli d’Italia, campione di preferenze, avrebbe convocato 15 riunioni del gruppo consiliare nell’agosto 2021 ma lui nega: «Non sono andato in vacanza»

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PRATO. «Occorre fare luce al più presto sulla vicenda dei rimborsi che il Comune di Prato ha dovuto sostenere per l’attività del consigliere Belgiorno». Lo chiede a gran voce Monia Faltoni, capogruppo del Partito democratico in consiglio comunale. Faltoni si riferisce ai rimborsi che il consigliere comunale Claudio Belgiorno, di Fratelli d’Italia, campione di preferenze (1.879) alle ultime elezioni amministrative, ha percepito dal gennaio 2021 al marzo 2022 per le assenze dal lavoro giustificate dai suoi impegni istituzionali (la partecipazione alle commissioni e alle riunioni del gruppo consiliare): 34.764 euro per le assenze dalla società “Mi piace eventi srl” e 2.009 euro dalla Nwg.

Il caso è stato sollevato un paio di settimane fa dal Fatto Quotidiano, che ha fatto due conti in tasca al consigliere di FdI, scoprendo che nella scorsa legislatura Belgiorno ha dichiarato 810 ore di assenza dal lavoro, a un costo orario di 49 euro, che è stato rimborsato dal Comune senza battere ciglio. Tutto regolare, ha commentato il diretto interessato, aggiungendo di non essere più dipendente della “Mi piace eventi” dal febbraio 2022. E che quel costo orario di 49 euro non gli risulta.

Ora però il Fatto Quotidiano è tornato all’attacco aggiungendo una circostanza che risulta anche dagli atti in possesso del Tirreno. E cioè che nell’agosto del 2021, quando il consiglio comunale come si sa non si riunisce, Claudio Belgiorno ha convocato o comunque partecipato alla bellezza di 15 riunioni del suo gruppo consiliare, in pratica una ogni due giorni, non sa bene a discutere di cosa, presentando un rimborso spese di 1.175 euro per 24 ore di assenza dal lavoro. Ma l’altro componente del gruppo consiliare FdI, Tommaso Cocci, dal 10 al 26 agosto risultava in vacanza a più di mille chilometri di distanza e, interpellato dal “Fatto”, si è limitato a dire di non aver partecipato a quelle riunioni in quei giorni. Sta di fatto che da settembre di quell’anno le riunioni del gruppo consiliare si sono molto diradate.

«Sono tutte falsità che posso dimostrare in via documentale e testimoniale – si difende Belgiorno – Ne risponderà il giornalista del quotidiano e il direttore nelle sedi opportune per non aver verificato i dati citati. Tuttavia quanto percepivo è conforme alle ore svolte in quel periodo, sempre verificato e verificabile dal Comune. Questi attacchi personali sono volti a screditare la mia figura in quanto sono stato il più votato alle elezioni. Tra assessori e consiglieri io non sono quello che ha chiesto più rimborsi, nei cinque anni». Tra consiglieri e assessori, una decina risultano lavoratori dipendenti, e dunque hanno titolo per chiedere un rimborso.

Belgiorno spiega anche la storia di quelle 15 riunioni del gruppo consiliare nell’agosto 2021. Secondo la sua versione, nella richiesta di rimborso si parla di “gruppo consiliare”, ma in questa voce andrebbe ricompresa anche l’attività politica svolta sul territorio. In agosto gli nacque un figlio, spiega ancora il consigliere, e per questo non andò in vacanza e rimase a Prato.

Gli articoli sulla vicenda usciti un paio di settimane fa non hanno increspato lo stagno della politica pratese, con la maggioranza impegnata a trovare i giusti equilibri per la formazione della nuova giunta. Ora invece alza la mano la capogruppo del Pd Monia Faltoni per chiedere che si faccia  chiarezza.

«Da quello che si legge sui giornali – scrive riferendosi ai rimborsi percepiti da Belgiorno – si tratta di una cifra molto alta, 36mila euro in 15 mesi, che stona con quella che è la normalità e la consuetudine delle nostre istituzioni. Non entro nel merito della legittimità della vicenda, compito che nel caso spetta alle autorità competenti, ma sollevo una questione di opportunità politica dal momento che questi rimborsi sono pagati con i soldi dei contribuenti. Non più tardi di qualche giorno fa il partito di Belgiorno, Fratelli d’Italia, ha criticato l'aumento del numero dei componenti delle commissioni consiliari. Mi chiedo se si tratta dello stesso partito che nell’agosto 2021 ha convocato 15 riunioni del gruppo consiliare. Riunioni, da quel che si legge sempre sui giornali, a cui avrebbe partecipato il solo consigliere Belgiorno. Personalmente penso che la questione si debba approfondire, anche per evitare che in futuro si verifichino casi simili».

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di Redazione web