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Prato, Chiara Bettazzi è la prima pratese a esporre al Centro Pecci

di Riccardo Tempestini
Prato, Chiara Bettazzi è la prima pratese a esporre al Centro Pecci<br type="_moz" />

Una sua installazione in Colorescenze

08 luglio 2024
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PRATO. Per la prima volta nella storia del Centro Pecci, fondato 36 anni fa, un'artista pratese espone le sue opere nelle sale del museo. Una grande installazione di Chiara Bettazzi infatti è presente nella mostra “Colorescenze. Artiste, Toscana, Futuro” a cura di Stefano Collicelli Cagol ed Elena Magini, fino al 13 ottobre prossimo. L’esposizione riunisce dodici artiste, Francesca Banchelli, Chiara Bettazzi, Chiara Camoni, Giulia Cenci, Isabella Costabile, Daniela De Lorenzo, Helena Hladilová, Christiane Löhr, Lucia Marcucci, Margherita Moscardini, Moira Ricci, Sandra Tomboloni. toscane di origine o di adozione, appartenenti a diverse generazioni e impegnate nella produzione di nuove forme e nuovi immaginari con materiali spesso raccolti sul territorio, sempre capaci di suggerire strumenti e vocaboli inaspettati per costruire il futuro.

Le 12 artiste in mostra

Ma ecco le 12 artiste, cominciando dalla pratese Chiara Bettazzi, nata in via Zarini nel 1977 che lavora nel suo loft-studio di via Genova, un vecchio capannone tessile riportato a nuova vita e dove nel 2015 inventò Tai, il primo osservatorio sul recupero dell’archeologia industriale del territorio di Prato, con il nome di Tuscan Art Industry. Con le sue installazioni, fotografie e progetti condivisi, Chiara Bettazzi mira a sensibilizzare e rigenerare spazi abbandonati, mappando il patrimonio industriale di Prato. Le sue opere, spesso site-specific, dialogano con lo spazio e la luce naturale, tessendo una memoria collettiva.

Christiane Löhr vive e lavora tra Colonia e Gricigliana di Cantagallo, in piena Valdibisenzio. Le sue opere leggere e impalpabili, nascono da un profondo legame con la natura. Alla ricerca di tutti gli elementi che può offrirle - ramoscelli, stami o pistilli - li raccoglie, li dispone e concepisce architetture surreali, estrapolando il materiale organico dal suo contesto originario, trasformandolo attraverso un processo di rielaborazione che dona nuova vita alle sue creazioni.

Sandra Tomboloni, lavora a Pontassieve. La biografia e l'opera di Sandra spesso coincidono e si sovrappongono. Dopo le prime tele informali, in cui la figura era quasi assente, la sua arte evolve verso la figurazione. Il pongo, con la sua fragilità e precarietà, diventa il mezzo attraverso cui esprime la sua visione artistica. Oggetti rotti e abbandonati trovano nuova vita nelle sue installazioni.

Chiara Camoni, nata a Piacenza nel 1974, vive e lavora a Seravezza. Spazia dal disegno alla scultura, con particolare attenzione per la ceramica.

La ricerca artistica di Margherita Moscardini si articola in lunghi progetti, spesso internazionali, mantenendo un legame con la città di Livorno , dove lavora, uno dei primi porti franchi d’Europa. Il suo lavoro, immerso nel presente e con una vocazione pubblica, si connette a ciò che accade fuori dallo studio, esplorando processi sociali, politici e culturali nei territori.

Moira Ricci vive ad Orbetello . Il suo lavoro, fotografia, video, installazione, è strettamente legato all'identità, alla geografia e al carattere della Maremma toscana, dove è nata e cresciuta. Tra le principali esponenti della poesia visiva italiana,

Lucia Marcucci inizia nel 1963 a realizzare collage poetici tesi a demistificare l’allora società patriarcale e tecnocratica, attraverso giochi linguistici caratterizzati da un’ironia tagliente e dissacrante.

Helena Hladilová originaria della Repubblica Ceca, lavora a Seggiano di Grosseto. Da sempre è interessata alla manifattura dei materiali, in particolare alle tecniche di tessitura e lavorazione della pietra.

Attiva dalla metà degli anni '80, la fiorentina Daniela De Lorenzo inizia la sua ricerca ai margini della scultura, trasformando i disegni in opere tridimensionali che dialogano con lo spazio. Nel 1991 l'allora direttore del Museo Pecci Amnon Barzel la invitò nella mostra Una scena emergente.

Isabella Costabile, nata a New York nel 1991 è cresciuta tra Giamaica, Stati Uniti e Italia, attualmente vive e lavora tra Milano e Grosseto.

Giulia Cenci, è nata e lavora a Cortona di Arezzo. I suoi lavori riflettono sulle conseguenze del passato e la struttura della società, suggerendo vedute di habitat ipotetici dove prodotti di massa si mescolano con le materie prime.

Francesca Banchelli, vive e lavora a Reggello di Firenze. Pittura, performance, scultura e video sono i media con cui l'artista immagina mondi sospesi, abitati da creature misteriose.

Nell'ala Nio del museo è invece allestita la prima personale in Italia di Yu Ji, artista cinese nata nel 1985 a Shanghai, che negli anni scorsi ha trascorso due mesi a Prato insieme al figlio. La mostra nasce dal confronto quotidiano con il contesto della nostra città e gli spazi del museo con nuove opere accanto a precedenti lavori. l


 

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