Il Tirreno

Prato

Tribunale

Prato, provò a baciare la sua dipendente: imprenditore accusato di violenza sessuale

Prato, provò a baciare la sua dipendente: imprenditore accusato di violenza sessuale

La Cgil ammessa come parte civile nel processo: è la prima volta

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Più della paura del Covid fu l’attrazione sessuale. Un desiderio incontenibile che, secondo le accuse, spinse il titolare di un pronto moda cinese bloccare una dipendente italiana nel piazzale della ditta, per baciarla su una guancia e poi, dopo aver tentato di tirarle giù la mascherina, tentare di baciarla sulla bocca. Era il 23 dicembre del 2021 e la pandemia Covid faceva ancora molta paura, non abbastanza però per fermare il confezionista cinese di 47 anni, difeso da Olivia Nati, ora sotto processo con l’accusa di violenza sessuale.

Ieri il giudice dell’udienza preliminare Marco Malerba ha ammesso la costituzione di parte civile della Camera del lavoro e della Filctem Cgil, per la prima volta in Italia secondo il sindacato, in un processo per violenza sessuale.

Il procedimento è nato in seguito alla presentazione della querela da parte della lavoratrice, ora trentenne, con la Cgil e la Filctem Cgil che, supportate dall’avvocata Amelia Vetrone, decisero a maggio di costituirsi parti civili davanti al giudice per l’udienza preliminare. Nelle motivazioni a sostegno della costituzione di parte civile si richiamava non soltanto la rappresentatività della Cgil a tutela dei lavoratori, ma anche come il reato contestato «abbia danneggiato anche l’onorabilità e la personalità della Camera del Lavoro di Prato e della Filctem», poiché la vicenda dalla quale è scaturito il procedimento penale «si ripercuote sulla credibilità e il prestigio delle due costituende parti civili che costantemente, quotidianamente pongono l’attenzione sulla sicurezza nell’ambito lavorativo anche e soprattutto con riferimento alla discriminazione di genere».

Un’attività sindacale, è scritto ancora nell’atto di costituzione, firmato dal segretario generale della Camera del Lavoro Lorenzo Pancini e dal segretario generale della Filctem Cgil Prato Pistoia Juri Meneghetti, che trova legittimazione giuridica nell’articolo 1 dello statuto della Cgil, «un’organizzazione sindacale generale di natura programmatica, unitaria, laica, democratica, plurietnica, di donne e uomini», che «ripudia e combatte ogni forma di molestia, discriminazione e violenza contro le donne e per orientamento sessuale ed identità di genere». Il giudice ha poi rinviato al 17 luglio, quando il processo potrebbe essere definito con un rito alternativo.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca