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Immobiliare

Poche case e affitti alti, Prato non è per tutti

di Alessandro Pattume
Poche case e affitti alti, Prato non è per tutti

Spesso serve più della metà di uno stipendio per il canone e molte proposte sul mercato sono al limite dell’abitabilità

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PRATO. L’affitto a Prato si mangia quasi metà dello stipendio e in molti casi prova a prendersi anche la dignità. Il dato è quello fornito dalla classifica del Sole 24 ore sull’incidenza del costo dell’affitto sullo stipendio medio - Prato è seconda in Italia dopo Firenze. La considerazione arriva invece dai tanti che cercano o sono stati a lungo in cerca di una casa in affitto a Prato e che raccontano di come spesso per trovarne una sia necessario accontentarsi di situazioni al limite della decenza.

Affitti alti e stipendi bassi

La classifica del Sole 24 Ore è stata stilata incrociando i dati dell’Omi (Osservatorio del mercato immobiliare) con quelli dell’Agenzia delle entrate. Nonostante il canone di affitto medio di Prato (742 euro) sia più basso di quello di altre città capoluogo, nella nostra città ha un peso maggiore perché evidentemente è lo stipendio ad essere più basso. Secondo il Sole 24 Ore, con l’opzione 4+4 serve il 45% dello stipendio per pagare un affitto a Prato.

È quasi un record: peggio c’è solo Firenze

Anche per la formula dell’affitto concordato (3+2) il risultato non cambia: Prato è la seconda città più cara con il 39,3% dello stipendio che se ne va in affitto, nonostante il canone mensile medio più basso (648 euro). A sentire le storie di chi è in cerca di una casa in affitto, la situazione è la stessa da anni: tra proprietari che preferiscono affitti transitori, chiedono caparre esorbitanti o garanzie aggiuntive anche in presenza di buste paga adeguate e molto spesso per abitazioni che lo sembrano solo da lontano. Un caso emblematico è forse quello di Michele (il nome è di fantasia ndr), 25 anni, un contratto stabile nel campo della ristorazione e un affitto da 500 euro al mese. «Io e la mia compagna viviamo da tre anni in un monolocale di 40 metri quadrati: un’unica stanza con un letto, un tavolo e una cucina - racconta - prima era un ufficio, non c’è riscaldamento, ci piove dentro e la potenza elettrica è inferiore a quella di un’utenza domestica: se mi faccio la doccia, non posso cucinare o mandare la lavatrice. La situazione è questa - aggiunge - se vuoi farti prendere in giro, puoi provare a cercare una casa in affitto a Prato. Abbiamo provato a cambiare casa ma sono arrivati a chiederci anche 750 euro al mese e tre mensilità più una d’anticipo per 25 metri quadrati in centro storico. Alla fine siamo riusciti a trovarla ma se vuoi andare a vivere da solo e provare a mettere su famiglia devi adattarti per forza, anche se hai tutte le referenze e le garanzie del caso. Andremo in un bilocale di 40 metri quadrati e non dovremo sborsare alcuna caparra - conclude - però dovremo arredarcelo tutto da soli».

Col passaparola, quando si è fortunati

Il passaparola è una costante di molti. Anche Roberto ha trovato casa per la madre anziana solo dopo esser rimbalzato dalle agenzie ed essersi affidato ad amici e conoscenti. «Ho cercato per un anno in centro storico e a San Paolo ma non sono riuscito a trovare niente che fosse compatibile con le nostre disponibilità e la pensione di mia madre - racconta - alla fine però un’amica ci ha indirizzato dalla persona giusta e siamo riusciti a trovare una soluzione: 23 metri quadrati, 500 euro al mese». Un caso a parte sono le partite Iva come Francesca, 40 anni, che lavora nel campo dello spettacolo e non ha contratti regolari. Anche nel suo caso è stato solo il passaparola a funzionare. «Ho cercato per otto mesi di fila una sistemazione ma mi venivano proposti solo affitti transitori o sistemazioni inaccettabili a costi insostenibili - racconta - alla fine una mia amica ha saputo che una sua vicina lasciava il proprio appartamento e mi sono fatta avanti. Entrerò in casa tra un mese ma per farlo ho dovuto mettere a garanzia la pensione di mio padre». Marco invece, che di anni ne ha 52 e da più di dieci vive in affitto in centro storico, racconta come si sono evolute le cose. «Nel 2013, affidandomi alle agenzie e a internet, sono riuscito a visitare quaranta appartamenti in poco più di un mese - racconta - avevo urgenza e alla fine sono riuscito a trovare una sistemazione buona fornendo solo due mensilità di caparra. Cinque anni dopo è cambiato tutto: ci ho messo 15 mesi per trovare un’altra sistemazione».

Situazione insostenibile

Secondo Marco Borselli, presidente dell’associazione Il Casolare che reperisce alloggi e fa da garante a famiglie a basso reddito in cerca di un affitto, la situazione è diventata insostenibile. «Non sappiamo più come fare – racconta – L’anno scorso abbiamo accolto le domande di 122 famiglie che non riuscivano a trovare un affitto nonostante avessero stipendi e buste paga adeguate, quest’anno siamo già a 60 nuove domande. Faccio un appello a tutti i proprietari di case disponibili ad affittarle: chiamateci».

«I proprietari non si sentono più garantiti e preferiscono l’affitto breve - spiega Borselli - così i contratti finiscono agli studenti universitari, oppure gli appartamenti diventano bed & breakfast sfruttando la vicina Firenze oppure vengono affittati agli immigrati, che li utilizzano giusto per dormire e in un appartamento con cinque posti letto vivono in dieci - conclude - così loro abbassano il costo del singolo e fanno felice anche il proprietario che può aumentare l’affitto».

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