Il Tirreno

Prato

La sentenza

Magazzino bruciato a Montemurlo, il presunto incendiario assolto in appello

di Paolo Nencioni

	L'incendio del 22 gennaio 2022 alla Mitumba Tex di Oste
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L'incendio del 22 gennaio 2022 alla Mitumba Tex di Oste

I giudici di secondo grado hanno ribaltato il verdetto del Tribunale di Prato: non fu un albanese a dare fuoco alla Mitumba Tex

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MONTEMURLO. Non fu l’albanese Eduart Bilalaj a dare fuoco al capannone della Mitumba Tex di via Puccini a Montemurlo, la sera del 17 gennaio 2022. Lo ha stabilito la Corte d’appello di Firenze, che ha assolto l’imputato, difeso da Stefano Camerini, ribaltando la condanna a due anni e otto mesi che gli era stata inflitta l’anno scorso dal Tribunale di Prato. Bilalaj è stato condannato a un anno per l’evasione dagli arresti domiciliari, ma i giudici di secondo grado non hanno trovato sufficienti prove che sia stato lui a dare fuoco al magazzino di indumenti usati di Francesco Izzo. Per comprendere la sentenza bisognerà attendere le motivazioni, perché di fatto i giudici affermano che effettivamente quella sera Bilalaj uscì di casa pur non potendo farlo, perché era agli arresti domiciliari per un altro reato (lo proverebbero le celle agganciate dal suo telefono cellulare) ma non andò in via Puccini.

Una vicenda resa ancora più complicata dal fatto che il suo presunto complice Gazmend Bregaj, accusato di averlo accompagnato in macchina fino al magazzino, è stato condannato l’anno scorso a un anno e otto mesi con la condizionale e non ha presentato appello. Dunque si trova a essere condannato per essere stato complice di un soggetto poi ritenuto innocente («Il fatto non sussiste» hanno stabilito i giudici di appello).

I due albanesi erano stati arrestati nell’estate del 2022 dai carabinieri sulla base delle immagini riprese da una telecamera di sorveglianza che secondo gli investigatori aveva ripreso un uomo che scavalcava il recinto, appiccava il fuoco e poi scappava. In quelle stesse immagini, fu detto, c’era la targa di un’auto che portò gli inquirenti sulle tracce dell’autista.

Quando i carabinieri andarono a notificare l’arresto a Bilalaj lo trovarono agli arresti domiciliari, dove era stato messo a causa di un altro reato che gli era stato contestato.

Ora con l’assoluzione di Eduart Bilalaj viene rimesso tutto in discussione. L’unica cosa certa è che qualcuno quella sera dette fuoco al magazzino, sull’origine dolosa dell’incendio non ci sono dubbi. Ma non si sa chi sia stato, e soprattutto perché. 

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