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Prato, Bugetti sindaca subito: così ha sfatato i pronostici

di Paolo Nencioni

	Ilaria Bugetti, eletta sindaca di Prato al primo turno
Ilaria Bugetti, eletta sindaca di Prato al primo turno

Nessun sondaggio aveva previsto la vittoria della candidata del centrosinistra al primo turno. Gianni Cenni staccato di quasi 11 punti

11 giugno 2024
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PRATO. Il nuovo sindaco di Prato è una sindaca, si chiama Ilaria Bugetti e ieri, 10 giugno, ha sfatato tutti i pronostici, vincendo al primo turno contro il candidato del centrodestra Gianni Cenni, che dopo una onesta campagna elettorale si deve accontentare di una onorevole sconfitta. Le percentuali sono impietose: 52,22% per Bugetti, 41,37% per Cenni.

Alzi la mano chi l’aveva previsto. Quando lo scorso 23 marzo la candidata della coalizione del centrosinistra si presentò in piazza Duomo e disse che puntava a vincere al primo turno, tutti pensammo che fosse un esercizio gramsciano di ottimismo della volontà, un modo per galvanizzare le truppe in vista di una sfida per niente semplice, di questi tempi.

E invece... E invece arrivano i primi risultati e si capisce che oggi non ce ne sarà per nessuno. Passata la prima sezione di Tavola che dà un illusorio vantaggio a Cenni, la mappa del voto a Prato comincia a colorarsi di rosso, in certi casi sfumato, in altri un rosso carico, come a Galceti (dove sfiora il 60%), a Narnali (idem), al Villaggio Gescal (57%). Il vantaggio si consolida fino a diventare incolmabile e già alle 18 basta passare in via Garibaldi, davanti al comitato elettorale della candidata, per capire che c’è aria di festa. Duecento metri più in là, sul corso Mazzoni al comitato di Cenni, come prevedibile si respira l’aria della smobilitazione.

E sono un pallido ricordo le polemiche nate intorno ai sondaggi di due settimane fa, quando sembrava che certe previsioni fossero gonfiate a vantaggio del centrosinistra. No, erano effettivamente sbagliati molti di quei sondaggi, ma per difetto. Gravemente difettoso, in particolare, quello di Swg che sembrava dare al candidato di centrodestra un vantaggio di un punto mentre poi è rimasto indietro di quasi 11 e ora è atteso da un faticoso lavoro di opposizione. Il sondaggio Emg Different, invece, accreditava la Bugetti del 50% ed è quello che è andato più vicino al risultato finale.

Quello che non era riuscito a fare il sindaco Matteo Biffoni cinque anni fa è riuscita a farlo Ilaria Bugetti ieri, evitando un ballottaggio che molti davano per scontato.

Le premesse ovviamente erano differenti. Nel 2019 il Pd era meno forte di quello di adesso e non aveva la stampella del Movimento 5 Stelle, dovendosi accontentare delle briciole di Demos e +Europa. Ora la coalizione è più larga, oltre al M5S c’è anche Sinistra unita: insieme hanno portato in dote quasi 8 punti e chiederanno qualcosa in cambio quando si farà la giunta.

Ma intanto bisogna registrare un fatto inedito, la prima volta di una donna sindaca di Prato, che insieme ai successi di Maria Lucarini a Vernio e Francesca Vivarelli a Vaiano certifica l’avanzata di un salutare “pink power” dopo decenni di poltrone riservate ai soli maschi.

Sull’altro fronte colpiscono i numeri di Fratelli d’Italia, che prende poco più della metà di quanto ha preso alle Europee, della Lega che fatica a superare il 3% e di Forza Italia che sta intorno al 4%, tutti e tre fagocitati dalla lista civica di Cenni che sfiora il 14%. D’altronde la coperta è quella: se la tiri da una parte si scopre dall’altra.

Ma il dato elettorale più evidente, forse, è una polarizzazione tra i due schieramenti che mai come questa volta si era vista. Gli altri quattro candidati sono praticamente scomparsi, in particolare Mario Daneri di Prato Merita, che supera di poco il 2%, ammette che «la proposta era sbagliata» e fatica a battere il civico Jonathan Targetti, l’unica vera novità di questa tornata elettorale. Per non parlare di Fulvio Castellani e Paola Battaglieri (Partito comunista e Alternativa per i beni comuni) che non arrivano all’1%. C’era posto solo per il duello Cenni-Bugetti.

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