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Rifiuti ancora lì sette mesi dopo l’alluvione: la protesta in località La Briglia
Vaiano: si tratta dei resti accatastati dopo l’inondazione del 2 novembre scorso
VAIANO. Giusto oggi saranno passati sette mesi dall’alluvione, ma i rifiuti provocati da quell’evento sono ancora lì, in attesa di essere rimossi. A segnalare il problema è la Consulta territoriale brigliese, un organismo creato dall’unione di tutte le più importanti realtà associative della località La Briglia (il circolo Spola D’oro, l’associazione AttuttaBriglia, i quattro rioni, la locale sezione della Pubblica Assistenza e l’associazione civica La Bisentina) e che si i prefigge lo scopo di farsi tramite tra le istituzioni locali e le richieste dei cittadini riguardanti beni comuni. Consulta che «raggruppando e organizzando queste osservazioni, dopo averle raccolte in assemblee pubbliche autorganizzate si propone l’obiettivo di ottenerne risposta da parte delle istituzioni competenti per fare chiarezza sui vari temi sollevati e sulle possibili soluzioni proposte».
«Sulla base di questo assunto – scrive la Consulta – dopo gli straordinari eventi susseguitesi dallo scorso novembre e i relativi problemi extra ordinari a esso legati, (vedasi anche le frane sulla regionale 325) è emersa prepotente la richiesta di risposte circa l’accatastamento di residui misti di rifiuti e inerti generati dall’alluvione. In diversi punti del nostro paese la situazione sta diventando invivibile: sia sotto gli aspetti del decoro urbano, sia sotto gli aspetti igenico-sanitari, anche in considerazione dell’approssimarsi della stagione estiva. Sulla base di ciò è sono state raccolte le firme dei cittadini sotto un cartellone di protesta. Abbiamo inoltrato richieste di chiarimento a vari enti dal più prossimo al più competente: dal Comune di Vaiano, passando per la Provincia di Prato fino alla Regione Toscana. A nome dei nostri compaesani siamo sinceramente preoccupati per non aver avuto alcun feedback in questi mesi, nonostante le varie sollecitazioni fatte. A oggi non è prevenuta nessuna formale risposta in merito».
«Sollecitiamo le istituzioni – conclude la Consulta – a prendere provvedimenti e a rendere partecipi i propri cittadini delle loro possibilità, finanche delle loro motivate impossibilità, in un’ottica di chiarezza e rispetto».
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