Toscana
Caso corruzione, a Prato volano gli stracci: «I candidati dicano chi li finanzia»
Affondo della lista civica Targettopoli e del presidente di Italia Viva Valbisenzio, sfiduciato dal suo stesso partito. La candidata Bugetti annuncia la linea dura contro «illazioni e falsità»
PRATO. Due sassi nello stagno agitano le acque della politica all’indomani dell’inchiesta sulla corruzione che ha portato in carcere il tenente colonnello dei carabinieri Sergio Turini e agli arresti domiciliari il socio di maggioranza del Gruppo Colle Riccardo Matteini Bresci (oltre all’investigatore privato Roberto Moretti).
Il primo sasso lo ha lanciato Jonathan Targetti, candidato sindaco a Prato con la sua lista civica Targettopoli, che oggi, 2 giugno, ha lanciato un appello alle altre forze politiche perché facciano un’operazione trasparenza.
«L'inchiesta avviata negli ultimi giorni – si legge in una nota di Targettopoli – ha fatto emergere un mondo di mezzo fatto di possibili relazioni poco chiare tra imprenditori, forze dell'ordine e partiti politici locali. Questo richiede un'onesta e urgente riflessione soprattutto in vista delle elezioni amministrative che si terranno tra pochi giorni. Cominciamo noi di Targettopoli, sgomberando il campo da ogni tipo di incertezza e dichiarando pubblicamente di aver rifiutato contributi da aziende e da imprenditori fin dall'inizio, avendo preferito l'autofinanziamento come metodo politico. Scelta che ci garantisce totale autonomia, piena libertà di manovra ed il prezioso rispetto esclusivo delle nostre idee, della nostra visione di futuro e del nostro elettorato».
Poi Targetti riprende le parole del sottosegretario Giorgio Silli (lui stesso sentito come testimone nell’inchiesta sulla corruzione) che aveva escluso legami tra il centrodestra locale e Matteini Bresci. E lancia un appello: «Chiediamo a tutti i candidati e alle formazioni politiche di rendere noti eventuali contributi economici da parte di imprese, qualora ne avessero legittimamente ricevuti. E di indicare prima del voto il nome dell'eventuale finanziatore e l'ammontare economico del sostegno. La nostra non vuole essere una gogna mediatica, una questione di serietà e chiarezza».
«Il nostro vuole essere un chiaro gesto politico di massima trasparenza nei confronti dell'elettorato e di tutta Prato – spiega Targetti – In attesa che la magistratura faccia chiarezza, le indagini degli inquirenti gettano tuttavia ombre che la politica deve cercare di scongiurare, evitando possibili speculazioni su quanto taciuto. Per questo motivo, è giunto il momento che tutta la politica pratese compia un gesto di profonda sincerità e trasparenza. Certe dinamiche non possono non essere chiarite da chi si presenta davanti agli elettori con l'ambizione di governare la nostra città».
L’altro sasso lo aveva lanciato, con una dose molto minore di prudenza, Alessandro Moggi, presidente di Italia Viva Alta Valbisenzio, che in mattinata in un post su Facebook aveva ventilato, tra le altre cose, che Riccardo Matteini Bresci sia un finanziatore della campagna elettorale di Ilaria Bugetti, parlando anche di presunti favori fatti dal sindaco di Cantagallo, Guglielmo Bongiorno, allo stesso Matteini Bresci. «Accuse imbarazzanti e probabilmente infondate» dice poi lo stesso Moggi, ma che esigono una risposta dai diretti interessati.
Una prima risposta potrebbe presto arrivargli sotto forma di carta bollata da Ilaria Bugetti, che annuncia «linea dura contro ogni tentativo di screditarla con illazioni e falsità a contenuto diffamatorio. Abbiamo visto una campagna corretta fino ad ora. Spererei rimanesse tale». Ma non ha ancora presentato una querela.
Un’altra risposta gli arriva dal suo stesso partito per bocca di Veronica Versace Scopelliti, presidente provinciale di Italia Viva, che pur senza mai nominarlo, «si dissocia dalle dichiarazioni di Italia Viva Alta Valle Bisenzio, ritenendole inappropriate e contrarie a ogni leale confronto politico». Scopelliti chiede anche il commissariamento di Italia Viva Valbisenzio.
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