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Tribunale di Prato, il viceministro annuncia rinforzi. Il Pd: «Solo uno spot»

di Paolo Nencioni

	Al centro il viceministro Sisto, a sinistra il presidente Gratteri, a destra il giudice Schiaretti
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Al centro il viceministro Sisto, a sinistra il presidente Gratteri, a destra il giudice Schiaretti

Sisto: «La giustizia ha bisogno del 118, io porto un analgesico». E sulla scala in costruzione da più di 5 anni: «Sono soldi spesi bene»

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PRATO. «Il Tribunale ha bisogno del 118, io intanto porto un analgesico». E ancora: «All’ufficio del giudice di pace sono in tre e dovrebbero essere in 15. Così anche se ci fossero Batman, Superman e l’Uomo ragno non potrebbe funzionare». È un Francesco Paolo Sisto immaginifico quello che ieri mattina, 20 maggio, si è presentato in Tribunale per fare il punto sulle scoperture di organico e sui lavori nel palazzo. Il viceministro della Giustizia, invitato dalla deputata di Forza Italia Erica Mazzetti, ha portato in dote una promessa: «Entro giugno arriveranno a Prato 22 Upp». Per i tanti che non lo sanno, gli Upp sono i collaboratori a tempo determinato dell’Ufficio del Processo (che poi possono essere assunti a tempo indeterminato) che aiutano i magistrati a smaltire le pratiche per accorciare i tempi della giustizia.

Per sopperire a una scopertura di organico che secondo le stime della stessa Erica Mazzetti sfiora il 50%, il viceministro ha aggiunto che si scorreranno le graduatorie per l’assegnazione degli assistenti, un’altra figura del personale amministrativo, ma in questo caso i tempi sono più lunghi.

Quanto all’ufficio del giudice di pace, così sguarnito che l’anno scorso il presidente del Tribunale Francesco Gratteri fu costretto a sospendere l’accettazione dei ricorsi per i decreti ingiuntivi, Sisto non ha trovato di meglio che riproporre un appello che aveva già fatto nell’aprile 2023, all’epoca della sua ultima visita, e cioè un invito ai Comuni di mettere a disposizione del giudice di pace un impiegato per un giorno alla settimana, a rotazione tra i sette Comuni.

L’anno scorso il sindaco Biffoni e il presidente della Provincia Calamai risposero picche prima ancora che il viceministro lasciasse il parcheggio del Tribunale ed è difficile che oggi risponderanno in un’altra maniera.

La deputata Mazzetti non demorde: «Spero che questo secondo appello venga ascoltato e sono certa che i nuovi sindaci che non saranno dello stesso colore politico vorranno agire per il bene della pubblica amministrazione e soprattutto dei cittadini che dovrebbero rappresentare».

Poi c’è il capito dei lavori al Palazzo di giustizia. Il viceministro ha detto che i soldi ci sono e presto verranno assegnati i lavori per il rifacimento della pavimentazione, poi si passera ai solai e infine alla prevenzione antincendio.

Entrando in Tribunale, lo stesso Sisto non può non aver notato quella scala d’emergenza che è in costruzione da più di cinque anni, che alla fine costerà più di 300.000 euro e di cui ancora nessuno è riuscito a spiegare la necessità, visto che di uscite di emergenza ce ne sono già due, alla destra e alla sinistra dell’ingresso. In molti in questi anni si sono chiesti se non sarebbe stato il caso di impiegare diversamente, e più utilmente, quei soldi pubblici per far ripartire una macchina della giustizia che arranca. Su questo il viceministro si è garbatamente rifugiato in calcio d’angolo.

«Quella scala esterna è frutto di un accurato studio degli uffici – ha detto – Il denaro è speso nell'interesse della pubblica amministrazione e c’è un livello di attenzione elevato». La necessità e lo scopo di quest’opera rimangono dunque un mistero che prima o poi verrà svelato, magari in occasione dell’inaugurazione.

Quella del viceministro della Giustizia Sisto non è stata altro che una «visita spot» al Tribunale («15 minuti, comprese le domande dei giornalisti»), secondo i consiglieri comunali del Partito democratico Lorenzo Tinagli e Martina Guerrini, che l’hanno commentata nel pomeriggio in questi termini.

«Venuti a conoscenza della presenza dell’incontro col viceministro Sisto – spiega Lorenzo Tinagli – questa mattina abbiamo deciso di partecipare per capire se c’erano delle effettive novità. Siamo rimasti allibiti dalla proposta di risolvere il problema dell’organico mediante il personale del Comune di Prato e gli altri comuni della provincia, nessuna novità dopo un anno dall’ultima visita su questo fronte ».

«Siamo, d’altro canto, lieti di apprendere dello stanziamento delle risorse da destinare alle scale del Tribunale, ovvero un intervento sulla struttura che è richiesto da anni – aggiunge Martina Guerrini – anche se è un po’ poco rispetto a ciò di cui il Tribunale ha davvero bisogno. Pensiamo entrambi a qualcosa di più sistemico come abbiamo dichiarato in Consiglio l’11 aprile scorso, in particolare né gli uffici periferici del Ministero, né la casa circondariale erano tra gli invitati e questo rende parziale la trattazione del tema».

Del resto lo stesso sindaco Biffoni non era stato tenero in occasione del consiglio comunale straordinario sul Tribunale, lo scorso 11 aprile.

«Non so più quante volte sono stato al Ministero della Giustizia per chiedere interventi concreti e assunzioni – aveva detto – Ho parlato praticamente con tutti, tutte le volte sembrava fatta e invece niente. E niente cambierà fino a che saremo parametrati sugli utenti potenziali e sulla grandezza del territorio e non sull'effettiva mole di lavoro del nostro Tribunale, che ha un carico tra i più alti dell'Italia centrale: questo comporta che coloro che fanno i concorsi e magari vengono da fuori Prato preferiscono andare altrove, dove hanno da gestire la metà dei fascicoli». 

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