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Contanti? No, carta, grazie. Boom di pagamenti digitali a Prato

di Paolo Nencioni
Contanti? No, carta, grazie. Boom di pagamenti digitali a Prato

Nel primo trimestre dell’anno l’uso del denaro elettronico è più che raddoppiato rispetto al 2023. I dati in provincia secondo un’indagine del colosso inglese “SumUp”

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PRATO. Carta o contanti? Carta, grazie. Sempre più spesso è questa la risposta dei consumatori pratesi quando arrivano alla cassa. Lo si ricava da un’indagine di SumUp, una società specializzata nei pagamenti mobili con sede a Londra, che ha analizzato i conti di 5.000 propri clienti in Italia. Scoprendo che nel primo trimestre di quest’anno a Prato i pagamenti digitali nei negozi di alimentari sono più che raddoppiati (+104,2%), second provincia per incremento dopo Parma (+165,9%). Un cambiamento epocale dopo che fino a qualche tempo fa chi pagava un caffè con la carta di credito veniva guardato con malcelato fastidio da certi baristi e in alcuni casi il pagamento non veniva nemmeno accettato. Ora è cambiato tutto e ci se ne accorge passando una mattinata accanto alla cassa di un bar o di un negozio di alimentari. Praticamente tutti hanno il Pos e nessuno fa più storie.

Una tendenza che è la stessa, pur in differenti misure, nel resto del paese.

Supermercati e negozi di alimentari si confermano sempre più cashless: nel primo trimestre del 2024 i pagamenti senza contanti in questo settore, infatti, crescono in tutta Italia del +29, 2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Diminuisce anche il valore dello scontrino medio digitale, che passa da 21,9 a 20,4, segnando -6,7%: segno di una maggiore propensione da parte dei consumatori a pagare con carta anche i piccoli acquisti.

Anche in questo Prato è avanti. Anzi, è al primo posto con uno scontrino medio di 12,9 euro, davanti a Trapani (€14,8) e Aosta (€15,7) . Seguono le province di Modena e Bologna (€16,1) , Milano e Livorno (€16,7) , La Spezia e Roma (€17) . A chiudere la Top 10 c’è, infine, la provincia di Firenze (€17, 2) .

La ricerca ha analizzato il numero medio di transazioni effettuate senza contanti, lo scontrino medio digitale e il valore del “carrello” per ogni commerciante che utilizza i servizi SumUp nel settore alimentari e confrontando i dati settimanali e del weekend. Il campione è rappresentato da 5.000 merchant, parte della base utenti di SumUp.

Intanto il carovita continua a incidere sulle abitudini di consumo degli italiani, che si orientano su una spesa di importo sempre più contenuto: tra gennaio e marzo 2024 il 38,8% delle transazioni digitali avviene, infatti, per acquisti inferiori a 10 euro, mentre il 29,7% sotto i 20 euro, il 14,5% è compreso tra 20 e 30 euro, il 10,3% tra 30 e 50 euro. Solo inferiore al 7%, invece, il totale di transazioni che supera i 50 euro.

Nei supermercati e nei negozi di alimentari la carta si usa non soltanto per la spesa nel carrello ma, soprattutto, per gli acquisti più piccoli da pagare rapidamente in cassa.


 

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