Sicurezza
Prato, molestava la figlia della compagna: condannato
Tre anni e otto mesi a un uomo di 36 anni dopo la denuncia della giovane
PRATO. Stava con la madre, ma ogni tanto riservava attenzioni particolari anche alla figlia. Questa l’accusa che ha portato alla condanna di un uomo di 36 anni (non ne pubblichiamo il nome per non rendere riconoscibile la parte offesa) per violenza sessuale ed estorsione.
Il processo davanti al Tribunale presieduto da Francesco Gratteri si è concluso ieri, 6 maggio, con la condanna dell’imputato a tre anni, otto mesi e 20 giorni. I suoi avvocati, Elena Augustin e Rocco Stigliani, hanno già annunciato il ricorso in appello perché ritengono che gli elementi proposti dall’accusa, rappresentata dal pubblico ministero Alessia Iacopini, non avrebbero dovuto portare a una sentenza di condanna.
All’origine del processo la denuncia presentata da una giovane poco più che maggiorenne, che ha raccontato di essere stata molestata (baci rubati, toccamenti) e in un’occasione costretta ad acquistare un telefono cellulare (di qui l’accusa di estorsione).
Secondo la difesa, però, nel corso dell’istruttoria ci sono state diverse contraddizioni, la più importante delle quali riguarda l’epoca in cui sarebbero accaduti i fatti: secondo la madre tra il 2016 e il 2017, secondo la figlia nel 2020. Alla fine però il Tribunale ha ritenuto credibile la versione della ragazza, certamente più credibile di quella fornita dall’imputato, e così lo ha condannato, anche se per la violenza sessuale ha applicato la pena prevista dall’ipotesi attenuata.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
