Toscana
Parcheggio negato a una disabile. L’Asl si scusa: «Eccesso di zelo»
La protesta della figlia di una donna malata di Sla al centro Giovannini
PRATO. Voleva accompagnare la madre, malata di sclerosi laterale amiotrofica, al centro socio-sanitario Giovannini per una visita, ma le hanno negato l’accesso al parcheggio e la madre, che ha grosse difficoltà a muoversi, se l’è dovuta fare tutta a piedi. La disavventura è capitata giovedì mattina a una nostra lettrice, Chiara Lascialfari, che ieri ha ottenuto le scuse dell’Asl, che ora parla di un «eccesso di zelo» da parte dell’addetta al parcheggio.
Chiara Lascialfari racconta che la diagnosi della Sla è arrivata a dicembre e nel caso di sua madre Tiziana la progressione della malattia è stata purtroppo molto veloce, tanto che ora è costretta a spostarsi con l’aiuto di un deambulatore.
«Convivere con la Sla – scrive Chiara Lascialfari – significa sapere che la propria esistenza, la propria vita, ha una data di scadenza, senza se e senza ma. Non esistono speranze di guarigione, ci si può solo affidare a delle terapie più o meno efficaci. Fatte le dovute premesse, l'episodio che vorrei segnalarvi è avvenuto questa mattina (giovedì, ndr) all’ingresso del polo Giovannini dove non mi è stato possibile accompagnare mia mamma con l'auto fino all'ingresso. Specifico che abbiamo dato seguito con la richiesta di invalidità a fine marzo, pertanto siamo ancora in attesa di ricevere la chiamata per la visita di rito, tuttavia avevo a disposizione il certificato di avvenuta presentazione della domanda di invalidità, certificato che si è rivelato inutile in quanto l'addetta al parcheggio ci ha negato l'ingresso».
«Inutile è stato anche il mio tentativo di spiegarle che il mio intento non era quello di parcheggiare la macchina davanti al presidio ma semplicemente avvicinarmi all'ingresso, far scendere mia madre ed il deambulatore, ed uscire a parcheggiare il veicolo nei parcheggi limitrofi – continua la nostra lettrice – Alla fine mia mamma, che ripeto, cammina a fatica e solo con il deambulatore, se l'è dovuta fare letteralmente tutta a piedi trattenendo le lacrime per lo sconforto e perché ancora una volta le è stato ricordato quanto la sua vita, in così breve tempo,sia cambiata. Per noi si tratta di un tratto la cui percorrenza richiede qualche minuto, per mia mamma è stato un calvario. Per me è stato un supplizio, sono stati i passi della vergogna, quelli di un diritto negato. Ci terrei a precisare che al ritorno le addette del reparto fisioterapia del Giovannini mi hanno gentilmente rilasciato un permesso di ben 15 minuti per poter entrare con l autoveicolo e avvicinarmi all'entrata».
«Mi domando quindi perché una persona che già si è vista negare dalla vita la possibilità di condurre un'esistenza sana, lunga e duratura – conclude la figlia della paziente – debba subire anche l'umiliazione di vedersi negato il diritto di scendere dalla macchina in maniera "facilitata" rendendo l'accesso ad una struttura sanitaria pubblica un vero e proprio incubo. Probabilmente questa mia segnalazione non servirà a molto ma ci tenevo comunque a condividere la nostra esperienza con la speranza che non debba capitare ad altri».
«Ci scusiamo per quanto è accaduto – questa la risposta dell’Asl – ma le persone che gestiscono la sbarra cercano di fare il proprio meglio, per prevenire ingressi inappropriati che poi di fatto occupano parcheggi a invalidi e persone effettivamente in stato di necessità. Nel suo caso probabilmente si è peccato per eccessivo zelo. Cogliamo l'occasione per informarla e farlo sapere anche ai cittadini che è possibile rivolgersi direttamente alla struttura, facendo presente la necessità di parcheggiare all'interno e per avere il rilascio di un permesso provvisorio (previsto proprio per casi come il suo in attesa di contrassegno invalidi o per patologie transitorie che compromettono la deambulazione ma che hanno bisogno di fare accessi alla struttura). Per i pazienti che hanno in previsione di effettuare accessi ripetuti è anche possibile avere un permesso temporaneo finché non hanno il cartellino disabili».
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