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Prato, il sindaco sul Tribunale al collasso: «I governi passano, i problemi restano»


	I lavori in corso da almeno cinque anni all'esterno del Tribunale di Prato
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I lavori in corso da almeno cinque anni all'esterno del Tribunale di Prato

Al consiglio comunale straordinario sulla giustizia Biffoni ha ricordato che il Comune continua a “prestare” 14 agenti di polizia municipale. La deputata La Porta (FdI): «L’esecutivo ha fatto la sua parte»

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PRATO. «E' una situazione straordinaria in senso negativo quella del Tribunale di Prato, su cui i diversi governi che si sono succeduti negli ultimi 14 anni non hanno fatto niente, il personale continua ad essere sottorganico di oltre il 45%, con carichi di lavoro assurdi, per non parlare dei cantieri aperti e quelli da avviare per migliorare una struttura fatiscente, dal punto di vista edilizio e della sicurezza, che si è già allagata due volte in pochi mesi». Così il sindaco Matteo Biffoni ha concluso il Consiglio comunale straordinario dedicato alla situazione del Tribunale di Prato, proposto dai consiglieri dei gruppi consiliari di maggioranza Pd, Biffoni sindaco, Demos, Lo sport per Prato e Consiglieri indipendenti. Sono intervenuti il presidente del Tribunale Francesco Gratteri, il procuratore della Repubblica Laura Canovai, il presidente della Camera Penale Gabriele Terranova, la presidente della Camera Civile Donatella Luchetti, il presidente dell'Ordine degli avvocati Marco Barone, il presidente dell'Associazione Giovani avvocati Aiga Matteo Pica Alfieri, Alessandra Pellegrini della direzione dell'Ufficio di Esecuzione penale esterna Uepe di Prato, i parlamentari Chiara La Porta di Fratelli d'Italia e Marco Furfaro del Pd (in collegamento da Roma), l'assessore alla Sicurezza della Regione Toscana Stefano Ciuoffo e la consigliera regionale Ilaria Bugetti. 

Il quadro che è emerso nei vari interventi non è positivo e le prospettive per il futuro in termini di investimenti per personale amministrativo, magistrati e lavori da terminare ed eseguire non lascia molte speranze, almeno nel prossimo futuro. «L'ultima visita di un rappresentante del Ministero della Giustizia a Prato è stata un anno fa quella del sottosegretario Francesco Paolo Sisto, che annunciò un ordine del giorno sul Tribunale di Prato che impegnava l'esecutivo alla prosecuzione e alla conclusione dei lavori strutturali del Palazzo di giustizia in tempi rapidi e all'assunzione e assegnazione di personale amministrativo, ma poi non è cambiato niente, cambiano i governi, i ministri, i viceministri e i sottosegretari ma il Palazzo di giustizia a Prato resta quello che è – ha proseguito il sindaco Biffoni – Non so più quante volte sono stato al Ministero della Giustizia a Roma per chiedere interventi concreti e assunzioni,  ho parlato praticamente con tutti, tutte le volte sembrava fatta e invece niente. E niente cambierà fino a che saremo parametrati sugli utenti potenziali e sulla grandezza del territorio e non sull'effettiva mole di lavoro del nostro Tribunale, che ha un carico tra i più alti dell'Italia centrale: questo comporta che coloro che fanno i concorsi e magari vengono da fuori Prato preferiscono andare altrove, dove hanno da gestire la metà dei fascicoli. E non è certo una soluzione l'accorpamento a Firenze, perchè farebbe collassare tutta la situazione. Ma stiamo parlando di una funzione e una competenza dello Stato, quindi non mi si chieda più di distaccare altri nostri dipendenti al Tribunale di Prato, dove già abbiamo inviato – unico caso in Italia – 14 agenti della Polizia Municipale, che equivalgono a 7 pattuglie che avremmo potuto impiegare sul territorio. Noi la nostra parte l'abbiamo fatta e la stiamo tuttora facendo, ora davvero tocca allo Stato e io faccio appello a tutte le forze politiche di ogni colore affinché riescano ad ottenere qualcosa per l'amministrazione della giustizia nella nostra città».

«Il governo Meloni sta dedicando il massimo impegno per rispondere alle esigenze dei tribunali italiani, dal focale tema della carenza di organico del personale, alla manutenzione, ammodernamento e ristrutturazione degli edifici – ha replicato la deputata Chiara La Porta di Fratelli d’Italia –Quest’ultimo è il caso del Tribunale di Prato, per il cui immobile, che da anni necessita di interventi, nel febbraio scorso, il governo ha sbloccato 200mila euro. Un’attenzione specifica da parte del nostro esecutivo che è stata sottolineata anche dal presidente del Tribunale, Francesco Concetto Gratteri, durante il suo intervento al Consiglio Comunale straordinario dedicato al tema. Questo finanziamento ha infatti permesso, dopo anni di stallo, la ripartenza dei lavori di miglioramento e di ristrutturazione di alcune parti dell’edificio. In particolare, grazie a questo intervento economico previsto dal ministero della Giustizia, e all’attenzione da sempre dimostrata dal sottosegretario Andrea Delmastro Delle Vedove, è finalmente iniziato lo smaltimento dell’area di cantiere, che versava ormai in abbandono, e dei rifiuti accumulatisi che, dal 2019, anno in cui i lavori si sono fermati, hanno offerto un’immagine di degrado non certo degna del tribunale della nostra città. Per quanto riguarda l’edilizia penitenziaria, per la Dogaia di Prato, il MIG ha stanziato 1 milione e 400mila euro nello scorso novembre, ulteriore prova di attenzione per una maggiore sicurezza del personale e dei detenuti. Sul fronte annoso della carenza di organico, il governo è altrettanto al lavoro. Sono già stati banditi, e sono attualmente in corso bandi di concorso specifici e graduatorie dalle quali poter trovare ulteriore e nuovo personale; per quanto concerne quello amministrativo, a livello nazionale, sono state assunte a tempo determinato 8.719 unità nel corso 2021-2024, che vanno ad incidere comunque positivamente nella media nazionale di non copertura che si attesta al 27,62%. Questo esecutivo ha dato prova di aver preso in carico concretamente la realtà pratese nella sua complessità, certezza ormai difficilmente smentibile, come gli ultimi dati Irpet hanno attestato, anche per la peculiarità di un territorio caratterizzato dal più grande distretto tessile d’Europa e da quei fenomeni di illegalitá, che ancora, purtroppo, lo connotano negativamente. Il governo continuerá a portare avanti questo lavoro che è solo all’inizio, così come continuerò a garantire il mio impegno per Prato».

Anche la candidata sindaca del centrosinistra, Ilaria Bugetti, ha preso parte al Consiglio comunale dedicato allo stato di salute del Palazzo di giustizia di Prato. «C'è un rischio da scongiurare con tutte le nostre forze e insieme: l'accorpamento con Firenze. La città non lo merita – afferma Bugetti – Fino a oggi nessuno a Roma, neanche questo governo, è riuscito a invertire la rotta sulle condizioni strutturali del palazzo di giustizia e sulle piante organiche degli uffici amministrativi. La situazione del giudice di pace è la punta dell'iceberg. Non è possibile rimandare ancora un'azione strutturata e congiunta che torni a dare dignità ai nostri uffici giudiziari. Siamo alla semiparalisi del sistema e dove non c'è giustizia l'impresa produce meno e con minor valore aggiunto. E' un tema che ci deve vedere uniti». Bugetti che ricorda la mano tesa della Regione per tamponare la situazione: «Con grande senso di responsabilità, nonostante non sia tra le proprie competenze, la Regione ha cercato di dare una boccata di ossigeno mettendo a disposizione il proprio personale. Un intervento definito e iniziato con la precedente amministrazione e proseguito con questa. Proprio martedì scorso è stata rinnovata l'intesa frutto dell'esperienza maturata in questi anni. In sostanza si prevede la possibilità di avvalimento di personale regionale anche alle procure, alla Corte di appello di Firenze e dei tribunali di Firenze, Pistoia e Prato per il contrasto al lavoro sommerso». Al momento sono diciannove e si punta quasi al raddoppio, con trentanove persone complessivamente in avvalimento. La Regione assegnerà parte del proprio personale alla procura generale e alle procure territoriali, con l’assenso chiaramente dei dipendenti interessati: un aiuto per smaltire l’arretrato e contribuire ad una giustizia più veloce ed efficace. I dipendenti che in virtù di precedenti protocolli già lavorano negli uffici giudiziari potranno essere rinnovati nel distacco qualora ci sia il consenso di ambo le parti. Anche il Comune fa la sua parte "prestando" 14 agenti della polizia municipale agli uffici di polizia giudiziaria. «Un sistema efficace – conclude Bugetti – che di fronte all'immobilismo dei vari governi che si sono succeduti, sta diventando sempre più prezioso. Ora ci aspettiamo che dalle parole si passi ai fatti. Prato non merita questa indifferenza. Anche se non è di competenza degli enti locali, continueremo a fare la nostra parte, ma il governo deve fare la sua».

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