Sicurezza
Prato, studente morto con la moto: ricostruita la dinamica dell’impatto
I ragazzi della quinta C del Datini sul luogo dell’incidente e hanno riempito di scritte affettuose il banco rimasto vuoto
PRATO. Finirà quasi certamente con un concorso di colpa l’indagine sull’incidente che sabato notte è costato la vita a Tommaso Comelei, lo studente che avrebbe compiuto 19 anni a ottobre, morto nello scontro tra la sua Honda e una Fiat 500 all’incrocio tra via dei Cardatori e via Legnaioli, nella zona artigianale tra Tobbiana e Casale.
In Procura non sono ancora arrivati gli atti della polizia municipale, ma la scena dell’incidente è abbastanza chiara, con due stop che si “guardano”: mentre la moto con Tommaso e un amico superava il proprio a grande velocità, la 500 accennava una svolta a sinistra. In quel momento è avvenuto il tremendo impatto che ha fatto volare la moto contro la recinzione di un’azienda e il casco di uno dei due ragazzi a decine di metri di distanza.
Al momento, riferiscono gli inquirenti, non ci sono elementi per dire che qualcuno fosse sotto l’effetto di alcol o sostanze stupefacenti.
Quando in Procura arriveranno gli atti della Municipale verrà disposta l’autopsia.
Intanto all’Istituto Datini i compagni di scuola della quinta C, indirizzo cucina, frequentata da Tommaso Comelei, ieri mattina hanno riempito di scritte affettuose il banco rimasto vuoto e qualcuno ha attaccato palloncini rossi, neri e bianchi sulla recinzione dove è finita la moto. «Ho attivato il servizio psicologico per supportare insegnanti e compagni che si trovano a vivere momenti difficilissimi» ha spiegato la preside Francesca Zannoni.
Ieri pomeriggio i compagni di Tommaso sono andati sul luogo dell’incidente per deporre mazzi di fiori e lumini in segno di ricordo dell’amico scomparso.
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