Il Tirreno

Prato

Verso il voto

Prato, tra Pd e M5S un matrimonio d’interesse fatto di concessioni

di Paolo Nencioni
La conferenza stampa sull’accordo tra Pd e M5S. Da sinistra Ilaria Bugetti, Marco Biagioni, Chiara Bartalini e Carmine Maioriello
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La conferenza stampa sull’accordo tra Pd e M5S. Da sinistra Ilaria Bugetti, Marco Biagioni, Chiara Bartalini e Carmine Maioriello

I pentastellati fanno un passo indietro sulla multiutility e sul sottopasso

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PRATO. Per concludere un accordo, lo sanno tutti, è necessario che ciascuna delle parti conceda qualcosa. Non sempre va così. Nel caso dell’accordo annunciato ieri tra il Partito democratico e il Movimento 5 Stelle in vista delle elezioni amministrative di giugno il Movimento ha concesso quasi tutto e il Pd sembra non aver concesso quasi niente.

Due esempi per capire. Carmine Maioriello, il consigliere comunale pentastellato artefice dell’accordo col Pd, fino a ieri tuonava contro la Multiutility Toscana, l’azienda di servizi pubblici che gestirà acqua, energia e rifiuti. «Noi siamo stati gli unici che fin dal primo momento abbiamo stroncato il progetto di multiutility» diceva nell’ottobre 2022 in consiglio comunale. Ora si accontenterebbe che l’azienda non venisse quotata in Borsa, come chiede anche lo stesso Pd di Prato (ma lo aveva già deciso prima di fare l’accordo col M5S).

Idem per il sottopasso del Soccorso. Anche su questa grande opera i pentastellati pratesi sono sempre stati contrari, preferendo un sovrappasso come chiedeva il centrodestra. Ora le cose sono cambiate. «Sono passati dieci anni – spiega Maioriello – e servono risposte rapide a chi resta in coda tutti i giorni. I soldi per il progetto del sottopasso sono già stati spesi, dunque...». Dunque via libera al sottopasso.

Superati questi due scogli, si può celebrare il matrimonio, anche se forse è ingeneroso ridurre tutto a una trattativa da “prendere o lasciare”. L’ingresso del M5S nella coalizione che, insieme ad Alleanza Verdi e Sinistra e alle liste civiche, spera di far eleggere la candidata sindaca del Pd Ilaria Bugetti è un esperimento interessante a cui guardano anche da altre parti del paese, perché pare che, a dispetto di tutti i discorsi sul campo largo, Prato sia l’unico capoluogo di provincia dove questo avviene. Dunque bisognerà osservare con attenzione se l’innesto funziona.

Il corteggiamento è iniziato un paio di mesi fa, lo ha ricordato lo stesso Maioriello, con una telefonata del segretario provinciale del Pd Marco Biagioni. «Io gli risposi “ma sei sicuro che dobbiamo vederci?”. Lui mi disse “C’è una generazione di giovani che ci sta aspettando” e da lì è nato tutto. Ci sentivamo anche alle 2 di notte».

A facilitare questa corrispondenza di amorosi sensi è stato anche l’addio della consigliera M5S Silvia La Vita, che negli ultimi dieci anni ha fatto un’opposizione alla giunta Biffoni anche più dura di quella del centrodestra. Questo ci porta alla grande incognita dell’accordo: quanta parte dell’elettorato pentastellato digerirà l’intesa col Pd dopo aver ascoltato una caterva di critiche allo stesso Pd?

Se lo chiede anche il sottosegretario Giorgio Silli (Noi moderati). «Anche a Prato abbiamo appreso che la fantapolitica è diventata realtà – scrive – Negli ultimi dieci anni di consiglio comunale abbiamo assistito ad un'opposizione dura, a volte anche becera, da parte dei consiglieri pentastellati. Mi chiedo realmente come possa fare un elettore tradizionalmente di sinistra a votare questa accozzaglia». Ma a sinistra sono ottimisti. «Ogni territorio è diverso – dice Ilaria Bugetti – Lavoriamo perché ci sia un sentire comune. La sfida vera sarà nel gestire insieme le decisioni. In una coalizione si può anche litigare e poi trovare una sintesi. Noi da questo punto di vista siamo allenati». Il pensiero va al duro scontro all’interno del Pd per arrivare alla candidatura della stessa Bugetti.

È ottimista anche Chiara Bartalini, prossima capolista del M5S, che un’intesa l’aveva già trovata a livello privato quando ha sposato nel 2018 l’allora segretario provinciale del Pd e ora assessore Gabriele Bosi. «Noi siamo abituati a ragionare per progetti – dice – e guardiamo al futuro. Non esiste più la Prato degli anni Ottanta. Vorrei che i 10 milioni stanziati dal governo per il distretto tessile diventassero un aiuto permanente». Se le rose sono destinate a fiorire lo si capirà l’8 e il 9 giugno. Sono sei le liste che sostengono Ilaria Bugetti: oltre a Pd, M5S e Avs ci saranno tre liste civiche, due facenti capo alla candidata e una ai riformisti (leggi quelli più vicino al sindaco uscente Biffoni).

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