Il Tirreno

Prato

È un muro contro muro tra l’Asl e il primario che è stato esautorato

di Paolo Nencioni
Una corsia di ospedale (archivio)
Una corsia di ospedale (archivio)

Il dottor Consales ha impugnato la delibera che giudica “intempestiva”

27 marzo 2024
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PRATO. È muro contro muro tra la direzione generale dell’Asl Toscana Centro e il dottor Guglielmo Consales, fino a venerdì primario dell’area di Anestesia e rianimazione dell’ospedale Santo Stefano. Proprio venerdì il direttore generale dell’Asl, Valerio Mari, ha revocato l’incarico di primario al dottor Consales, affidandolo ad interim al dottor Simone Magazzini, dirigente dell’area di Emergenza urgenza. Una decisione clamorosa, quella contenuta nella delibera pubblicata dall’Asl, che arriva al termine di un duro braccio di ferro tra il dottor Consales e i medici a lui sottoposti. Il diretto interessato però non ci sta, e fa sapere di aver già impugnato la delibera.

«Ho subito impugnato la delibera perché la ritengo non veritiera – dice il dottor Consales – È vero che c’è stato un problema nei mesi scorsi, ma quella delibera è quantomeno intempestiva perché fa riferimento a una situazione che è di qualche mese fa. Era stata segnalata una situazione di impegno eccessivo nei mesi di ottobre e novembre e dunque era stata bloccata l’attività aggiuntiva. Tenete conto che noi abbiamo sempre avuto uno standard lavorativo basato su una quantità notevole di straordinario. Ora l’attività era ripresa perché le rivendicazioni che portarono all’agitazione sindacale avevano originato un impegno a ridurre i carichi di lavoro. Abbiamo dato più spazio agli orari di Rianimazione e abbiamo elaborato un diverso sistema di ricovero, sempre in Rianimazione, con criteri stringenti, per consentire una temporanea riduzione di alcuni letti e avere rapporto tra medici di guardia e malati più vicino alla teoria. Dunque non è vero che non ho fatto nulla. Ed è per questo che quella delibera mi sorprende. L’azienda lo sa che ho fatto quelle cose, che ho preso quelle decisioni. E ripeto, è una delibera intempestiva. Tanto è vero che lo stato di agitazione è rientrato ed è ricominciata l’attività aggiuntiva».

Il dottor Consales contesta anche le stime sugli interventi chirurgici che sarebbero saltati. «Sono numeri folli – dice – A marzo l’Asl calcola 80 sedute in meno, ad aprile 110. Vuol dire che in quell’orario lì si considera solo l’orario istituzionale. È normale che con l’orario istituzionale, senza straordinari, non si possano coprire tutti i turni. In aprile era previsto qualche “vuoto” in più (cioè sedute operatorie non coperte, ndr) anche perché un medico è andato in pensione. Con l’orario base ci sarebbero ogni mese da 55 a 80 “vuoti”. In altre parole, quando si calcola che ci sono sedute non coperte è solo una questione amministrativa: quelle sedute devono essere coperte con l’attività aggiuntiva».

Il dottor Consales è convinto che dentro l’Asl ci sia qualcuno che non gli vuole bene, ma è deciso a non mollare. «Sono qui da 15 anni, quando arrivai da Careggi, e qui voglio restare perché amo questo ospedale. Come tutti gli anni ho chiesto l’attivazione del concorso. In tutta Italia ci sono problemi con gli anestesisti, non solo a Prato, perché non ce ne sono abbastanza. Qui finora non se ne sono accorti perché abbiamo lavorato come forsennati».

È presumibile che la vicenda sia destinata a trascinarsi per un bel po’ a colpi di carte bollate, con una mediazione stragiudiziale se ci saranno le condizioni, oppure col ricorso alla giustizia amministrativa.


 

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