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Prato, Marilena non trova più il farmaco salvavita: «Così mi resta solo qualche mese»

La scatola del Creon (foto d’archivio)
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La scatola del Creon (foto d’archivio)

Un’insegnante deve prendere il Creon che però scarseggia ovunque. Per trovarli deve scovare scatole dalla Sicilia al Piemonte

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PRATO. «Posso sopravvivere solo grazie a un farmaco salva-vita, il Creon, che però ora non si trova. E se non lo trovo ho solo qualche mese di vita». A raccontare una storia di criticità sanitaria è Marilena Macaluso, insegnante di religione in una scuola primaria, la Puddu di Maliseti.

«Si tratta di enzimi pancreatici perché io ho avuto un’operazione – racconta la donna – Quattro anni fa mi hanno asportato quasi tutto il pancreas. Della scatolina che distribuivano gratuitamente su ricetta medica nelle farmacie io prendevo ben 18 capsule al giorno, quindi mi durava 5 giorni circa. Mi hanno poi fornito dall’ospedale una confezione con un dosaggio maggiore che mi copriva per 16 giorni circa. Lo scorso 7 marzo sono andata in ospedale per il consueto rifornimento e mi dicono che non ne avevano più, perché non arriva neanche dall’estero, essendoci molta carenza anche lì».

Da allora l’insegnante è andata avanti grazie a una catena di solidarietà tra parenti e amici che riescono c on molta difficoltà a trovare qualche scatola di farmaco dalla Sicilia al Piemonte.

«Il mio medico non può ovviamente fornirmi molte ricette, servono anche ad altri malati – va avanti – quindi tutte le scatoline che riesco a trovare le devo pagare a circa 17 euro l’una». In pratica deve spendere 100 euro al mese. «Dall’estero mi spediscono anche qualcosa, ma mi costa circa 50 euro per scatolina – va avanti – Con il mio stipendio, un mutuo da pagare e la carissima vita in Toscana non posso permettermelo. Per il momento stiamo cercando di recuperare il più possibile in Italia ma per quanto potrò ancora andare avanti? Attualmente ho una copertura per al massimo due mesi».

Macaluso conclude: «Inoltre capisco bene che questa “onda di entusiasmante solidarietà” finirà ben presto e d’altronde non posso certo pretendere che la mia vita dipenda dalle persone di buona volontà che ogni giorno fanno ricerche per le farmacie italiane per procurarmi una scatolina e allungarmi la vita di altri 5 giorni. Sono sopravvissuta a un delicato intervento di 7 ore al Mauriziano di Torino e adesso devo morire perché non mi viene fornito il Creon che mi spetta di diritto gratuitamente».

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