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Prato

Verso il voto

Prato, muro contro muro nel Pd: slitta ancora la scelta del candidato

di Paolo Nencioni

	Alcuni membri della Direzione del Pd prima dell'inizio della riunione
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Alcuni membri della Direzione del Pd prima dell'inizio della riunione

Il segretario Biagioni propone un ticket con Ilaria Bugetti ma il sindaco Biffoni non ci sta e i suoi fedelissimi disertano la Direzione. Fossi tenta di ricucire. In serata Biagioni si fa da parte: "Il mio nome non è in campo"

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PRATO. Il muro contro muro nel Partito democratico ancora alla ricerca di un candidato sindaco ora è conclamato e si è tradotto, stasera, 14 marzo, in una sorta di Aventino: i membri della Direzione fedeli al sindaco Matteo Biffoni, una trentina di persone, forse di più, hanno disertato l’appuntamento convocato dal segretario provinciale Marco Biagioni. E dunque l’ennesima giornata convulsa, per usare un eufemismo, si è conclusa senza che sia stata fatta una scelta sul nome del candidato. Se ne riparlerà domani sera, sempre in Direzione, salvo sorprese dell’ultim’ora. Altre 24 ore di tempo per ricucire uno strappo che al momento sembra molto profondo. Servirà un miracolo, che in politica però è sempre possibile.

I due contendenti, Biffoni e Biagioni, si erano lasciati mercoledì sera con l’intesa che oggi si dovesse decidere tra Simone Faggi e Ilaria Bugetti. E tutti avevano pensato che un’intesa fosse stata trovata, altrimenti perché rimandare di sole 24 ore? Invece non era così e stamattina il quadro è cambiato drasticamente quando il segretario Biagioni, così raccontano perché non c’è una versione ufficiale, ha proposto a Biffoni un ticket Bugetti-Biagioni, cioè Bugetti candidata sindaca e il segretario come futuro vicesindaco. La proposta è stata recapitata all’attuale vicesindaco Faggi, che non l’ha presa benissimo, per usare un altro eufemismo. Di lì in poi la situazione è precipitata. Il sindaco Biffoni l’ha preso come un affronto personale e ha interrotto le comunicazioni, facendo sapere che avrebbe trattato solo col segretario regionale del partito, Emiliano Fossi. Lo stesso Fossi che poche ore prima sembrava aver avallato la scelta tra Faggi e Bugetti e che ha provato a ricucire, senza grandi risultati. Nel pomeriggio è tornato a Prato per vedere il sindaco, ma lo stallo non si è sciolto e il muro contro muro si è trascinato ora dopo ora. La segreteria del Pd, che era stata convocata alle 18, è slittata alle 19 e poi alle 20.

I fedelissimi di Biffoni hanno fatto sapere che, così stando le cose, non avrebbero partecipato alla direzione e il segretario ha deciso che nell’incontro si sarebbe parlato solo di alleanze e non più del candidato sindaco.

Insomma, caos totale.

Alle 22 nella sede di via Carraia la direzione non era ancora iniziata. Sono arrivati alla spicciolata il segretario Biagioni, il deputato Marco Furfaro, il segretario regionale Fossi, Ilaria Bugetti. Della giunta solo l’assessore Cristina Sanzò, tutti gli altri a casa in attesa degli sviluppi.

Prima aprire i lavori, però, Biagioni ha fatto sapere che lui è fuori dai giochi, dunque fa un passo di lato, il secondo o il terzo nel giro di pochi giorni, auspicando che anche dall’altra parte si faccia lo stesso. Questo potrebbe spianare la strada a una ricucitura nella giornata di oggi. I presenti, da Fossi a Furfaro alla stessa Ilaria Bugetti, ostentano ottimismo, non ci sono musi lunghi in via Carraia («Non mi divertivo così dal 2009» prova a scherzare un membro della Direzione per stemperare il clima e la data non è casuale, perché quell’anno poi vinse Roberto Cenni), anche se tutti sono coscienti che si balla sull’abisso. È un passaggio cruciale per il Pd, da cui dipenderà il futuro del partito nei prossimi anni. Chiunque sia il candidato prescelto, nessuno ignora che per vincere le elezioni il Pd non si può permettere di non avere il sostegno del sindaco uscente e di chi gli è fedele. Nell’83, quando gli allora giovani leoni Claudio Martini e Fabrizio Mattei presero il potere rottamando la generazione precedente era tutto più semplice perché il sindaco, di fatto, si decideva nelle stanze dell’allora Pci. Il segretario Biagioni conosce bene la storia perché ci ha fatto la tesi. Sa anche che nel 2024 invece bisogna vincere un’elezione quanto mai combattuta.

«Noi abbiamo davanti un obiettivo fondamentale – ha detto Biagioni aprendo i lavori della Direzione – Vogliamo dare continuità al grande lavoro svolto in questi dieci anni, garantendo allo stesso tempo rinnovamento. In questi giorni ci sono state tante ricostruzioni, ma la verità è che la nostra comunità sta lavorando pancia a terra per offrire ai pratesi una coalizione larga, con nuove alleanze, e una prospettiva di governo forte. Una coalizione aperta alle forze riformiste e moderate, alla sinistra con Alleanza Verdi Sinistra, con un dialogo aperto anche col Movimento 5 Stelle».

«Stasera – ha aggiunto – voglio dire una cosa una volta per tutte, ufficialmente: il mio nome non è in campo. Ho letto tante cose, ma io mi sto impegnando esclusivamente per arrivare a una candidatura forte e unitaria per tutto il centrosinistra, capace di valorizzare tutte le sensibilità che ci sono. Metto Prato prima di me e chiedo un mandato chiaro e forte per annunciare entro le prossime 24 ore una candidatura vincente».

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