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L’indagine

Prato, la Finanza scopre frode fiscale da 10 milioni di euro

Prato, la Finanza scopre frode fiscale da 10 milioni di euro

Alcuni imprenditori cinesi hanno usato il noto sistema delle ditte “apri e chiudi” intestate a prestanome che emettono fatture per operazioni inesistenti e si accollano il debito con l’erario

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PRATO. La guardia di finanza ha scoperto un’ingente frode fiscale realizzata da alcuni imprenditori cinesi utilizzando il noto sistema delle ditte “apri e chiudi”: società intestate a prestanome (spesso gli stessi dipendenti) che emettono fatture per operazioni inesistenti e si accollano un debito fiscale che non pagheranno mai, a vantaggio degli utilizzatori delle fatture.

I finanzieri hanno ricostruito un volume d’affari di circa 24 milioni di euro, che ha generato un’Iva non pagata di circa 10 milioni. Sono 9 le società “fantasma” scoperte dalle Fiamme gialle, ditte aperte solo per emettere fatture ma che non svolgevano alcuna attività. Due le imprese vere che invece hanno beneficiato delle fatture per operazioni inesistenti.

Complessivamente sono stati segnalati alla Procura i nove prestanome delle “cartiere”, due rappresentanti legali delle ditte utilizzatrici delle fatture e tre titolari di fatto, per un totale di 14 persone per le quali è stato chiesto il rinvio a giudizio. L’ammontare delle false fatture è stato calcolato in 35 milioni di euro.

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