Toscana
Prato, fumata grigia sul candidato del Pd: restano in corsa Faggi e Bugetti
Rinviata la direzione del partito, il segretario Biagioni si tira fuori e lavora all’allargamento della coalizione
PRATO. È una fumata nera che tende al grigio, quasi al bianco, quella che nel tardo pomeriggio esce dalla sede della Federazione del Partito democratico, in via Carraia. La direzione del Pd, convocata per stasera, 13 marzo, alle 21, è slittata a domani sera, stessa ora, quando finalmente uscirà un nome, quello del candidato sindaco del centrosinistra.
In corsa sono rimasti in due: la consigliera regionale Ilaria Bugetti e il vicesindaco Simone Faggi. Una corsa a eliminazione, negli ultimi giorni, che lunedì ha visto farsi da parte l’assessora Ilaria Santi e ieri il segretario provinciale Marco Biagioni.
«Uno spostamento della direzione fisiologico per favorire un allargamento della coalizione – spiega il portavoce del Pd Toscana Diego Blasi – Il segretario Marco Biagioni sta portando avanti con tenacia operazioni politiche che fino a pochi giorni fa erano impensabili, con grande sforzo unitario. Sul fronte del candidato leggiamo invece sui giornali tanti retroscena, ma noi siamo molto tranquilli. In direzione ci sarà un nome unitario e fortissimo, conosciuto dalla città e che sarà la bandiera di un processo politico più esteso che valorizzerà e darà continuità al grande lavoro di questi dieci anni e sarà capace di innovare».
Ora, siccome si dà per scontato che nella riunione della direzione non si possa arrivare con una coppia di nomi, che è sinonimo di spaccatura dietro l’angolo, tutti hanno pensato che quel nome sia già deciso, ma i diretti interessati e chi sta loro intorno giurano che un’intesa non è stata ancora trovata. Prendendo per buona questa versione, l’intesa dovrà essere trovata oggi, prima di cena, per evitare un altro rinvio che non sarebbe un bel segnale.
La diplomazia è al lavoro per smussare gli angoli, ma sullo sfondo rimane un muro contro muro, quello tra il sindaco Matteo Biffoni e il segretario Marco Biagioni, che solo il tempo (e magari una vittoria alle elezioni) riuscirà a smussare.
Biffoni rimane fermo sul suo candidato, che fin dall’inizio è stato Faggi. Biagioni nega di aver tentato di forzare la mano quando la sua candidatura era sembrata a un passo, martedì mattina. Sostiene invece di essere stato sollecitato a fare un passo avanti e di aver rinnovato la sua disponibilità, niente di più. Ora ne fa uno di lato per il bene del partito e si propone nel ruolo di regista dell’allargamento della coalizione a una forza come il Movimento 5 Stelle che non ha lesinato bordate negli ultimi anni alla giunta Biffoni (e questo rospo da ingoiare è il prezzo pagato dal sindaco per non arrivare alla rottura).
Il M5S non avrà voce in capitolo nella scelta tra Faggi e Bugetti, ma chiunque venga indicato dovrà poi fare i conti con certe richieste.
Perché l’operazione abbia successo senza traumi, va da sé, alla fine non ci dovrà essere un perdente conclamato: né Biagioni né Biffoni.
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