Gioco
Prato, Biagioni candidato sindaco, anzi no: nel Pd un’altra giornata di passione
Dopo il passo indietro di Ilaria Santi restano in ballo i nomi del segretario provinciale, del vicesindaco Faggi e della consigliera regionale Bugetti
PRATO. A un certo punto sembrava tutto deciso, col segretario provinciale del Partito democratico, Marco Biagioni, designato come candidato sindaco del centrosinistra. Poi nel pomeriggio di ieri, 12 marzo, tutto è tornato in ballo ed è stata un’altra giornata di passione per il Pd alle prese con la quadratura del cerchio: la scelta di un nome che sia allo stesso tempo non divisivo e vincente. In lizza restano tre nomi: lo stesso Biagioni, la consigliera regionale Ilaria Bugetti e il vicesindaco Simone Faggi.
Per capire come si è arrivati a questo punto bisogna fare un passo indietro alla serata di lunedì, quando la quarta papabile, l’assessora Ilaria Santi, ha fatto sapere che per motivi personali non era più disponibile a candidarsi. Il suo passo indietro ha rimescolato le carte, perché era proprio lei la soluzione di compromesso in grado di superare i veti incrociati di Biagioni su Faggi e dell’ex sottosegretario Antonello Giacomelli su Bugetti.
Raccontano che Marco Biagioni abbia colto la palla al balzo. Nei giorni scorsi aveva fatto un passo di lato per favorire una soluzione unitaria, ma venendo meno il nome di Ilaria Santi, ha riproposto con forza il proprio. Lunedì pomeriggio si è incontrato nell’ufficio del sindaco Matteo Biffoni col deputato dem Marco Furfaro e col segretario regionale Emiliano Fossi, vale a dire i quattro componenti della cabina di regia da cui dovrebbe uscire questo benedetto nome. Uno dei quattro, Biagioni appunto, è anche un aspirante candidato e rinnova la propria disponibilità. Il sindaco Biffoni gli risponde che, per lealtà verso il partito, non può dire di no alla candidatura del segretario provinciale, ma esprime dubbi sul risultato finale. In altre parole, non è sicuro che quello di Biagioni sia un nome vincente. Tra i due, si sa, non corre buon sangue da quando Biagioni, alla fine del 2021, ha conquistato la segreteria alla guida dei “giovani leoni” che ora governano il partito pratese. Un potere rafforzato nel marzo dell’anno scorso dalla vittoria al congresso, quando Biagioni ha sostenuto Elly Schlein contro i tanti sindaci che si sono schierati col perdente Stefano Bonaccini.
Sia come sia, Biffoni non pronuncia un no secco, viene convocata per stasera alle 21 la Direzione provinciale e da Roma rimbalza l’ipotesi che il Pd abbia scelto Biagioni col via libera di Biffoni in cambio di un futuro incarico nel partito. Ma quando la voce si sparge non tutti sono d’accordo. Biffoni ribadisce che il suo candidato è il vicesindaco Faggi («Prato ha bisogno di un candidato competente, serio, che conosca le diverse realtà territoriali e porti avanti le istanze che in questi anni come giunta abbiamo accolto e condiviso e i valori che il Partito democratico rappresenta») e, di fatto, nessuno dei tre contendenti ha i numeri in Direzione per imporsi. Ilaria Bugetti non molla la presa ma smentisce la voce secondo la quale avrebbe chiesto le primarie.
Al termine di una giornata convulsa, insomma, si torna alla casella di partenza e tutto può accadere. La prassi vuole che in Direzione, l’organismo che certifica la candidatura, si arrivi con un nome, non con una rosa di nomi. E quel nome ancora non c’è. Quasi certamente uscirà nel corso della giornata di oggi, dopo che la notte avrà portato consiglio. Una notte insonne per molti dei protagonisti, impegnati fino all’ultimo nelle trattative per imporre il nome a loro più gradito. Al centrodestra, spettatore interessato, lo spettacolo potrebbe non dispiacere.
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