Toscana
Prato, i veti incrociati bloccano il Pd. Trattative febbrili sul candidato
Biagioni stoppa Faggi, Giacomelli ferma Bugetti. E l’impasse continua. Convocata la Direzione provinciale
PRATO. Sta cominciando ad assomigliare a uno psicodramma il confronto interno al Partito democratico per la scelta del candidato sindaco da contrapporre al candidato del centrodestra, Gianni Cenni, alle elezioni amministrative dell’8 e 9 giugno. Rinvio dopo rinvio, era stato detto che al massimo entro la fine di febbraio sarebbe uscito un nome, ma siamo arrivati quasi alla metà di marzo e ancora il nome non è saltato fuori, mentre il centrodestra cerca di lucrare il più possibile sul vantaggio concesso dagli avversari.
Ormai è chiaro che si tratta di una storia di veti incrociati. Due per la precisione: quello messo dal segretario provinciale Marco Biagioni sul nome del vicesindaco Simone Faggi e quello messo da Antonello Giacomelli, già vicesindaco, poi parlamentare, sottosegretario e ora commissario dell’Agcom, sul nome della consigliera regionale Ilaria Bugetti. Il segretario Biagioni, che ha vinto il congresso in nome del rinnovamento della classe politica locale, ha stoppato Faggi perché considerato troppo in continuità con la giunta Biffoni, e anche perché Faggi si è schierato con Bonaccini, mentre la mozione Schlein vorrebbe mettere una bandierina almeno su Prato dopo aver rinunciato ad altre grandi città, Firenze in testa. Insomma, nel caso venisse scelto Faggi, il segretario rischia di perdere la faccia coi suoi. Giacomelli, invece, che da sempre, pur essendo lontano dalla politica locale ha l’ambizione di indirizzarla, ha messo il veto su Bugetti per i motivi opposti. Estremizzando: perché troppo a sinistra. Due veti finora insuperabili, tanto che un qualificato esponente del Pd ironizza: «Finirà che candideremo il signor Veto».
Ieri sera, 11 marzo, è stata convocata la segreteria della federazione pratese del Pd per tentare l’ennesima mediazione e al tempo stesso è stata annullata la riunione della segreteria regionale, che avrebbe dovuto fare il punto sulle candidature nei comuni più importanti della regione, ma siccome Prato non è ancora pronta si è deciso di soprassedere.
Intanto sono sempre in campo i soliti quattro nomi. Oltre a Faggi e Bugetti, anche Ilaria Santi e lo stesso Marco Biagioni. Il nome dell’assessora Santi è emerso con forza negli ultimi tempi proprio per superare l’impasse sui primi due. Potrebbe essere la sintesi, quel tanto auspicato rinnovamento nella continuità, benedetto anche dal sindaco uscente Matteo Biffoni, ma la figlia del fu senatore democristiano Mario Santi, scomparso nel 2018, non ha ancora sciolto la riserva, mentre di Biagioni si dice che abbia fatto per ora un passo di lato. Sono giorni di telefoni che suonano a vuoto per chi non è direttamente coinvolto nelle scelte. E invece di telefoni bollenti per chi quelle scelte vuole indirizzare, cioè la cabina di regia composta dal segretario Biagioni, dal sindaco Biffoni, dal deputato dem Marco Furfaro e dal segretario regionale Emiliano Fossi che ieri pomeriggio si sono visti nell’ufficio del sindaco.
Questione di giorni, si continua a dire, forse di ore. Chiunque sarà scelto, prima ancora di fare campagna elettorale contro il centrodestra, dovrà preoccuparsi di mettere insieme i cocci. Di ricucire le diverse anime del partito per non trovarsi nell’identica situazione che nel 2009 portò alla vittoria di Roberto Cenni dopo mezzo secolo di sindaci di centrosinistra.
Per domani sera, 13 marzo, è stata convocata una riunione della Direzione provinciale. E’ quella la sede nella quale si sceglierà il candidato e la prassi vuole che ci si arrivi con un solo nome, che ancora ufficialmente non c’è.
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