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Prato, gli imprenditori alla Regione: «Se non riapre la 325 si blocca il distretto tessile»


	La frana che blocca la regionale 325
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La frana che blocca la regionale 325

Il grido di allarme di industriali e artigiani che chiedono la veloce riapertura di almeno una corsia della strada regionale interessata dalla frana

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PRATO. Le tintorie in fiocco sono quasi tutte in Valbisenzio e la chiusura della regionale 325, a causa della frana tra la Cartaia e Camino, nel comune di Vaiano, rischia di bloccare l’intero distretto tessile di Prato. L’allarme arriva da industriali e artigiani, che oggi, 2 marzo, hanno scritto al presidente della Regione e al prefetto per chiedere che la strada venga riaperta al più presto, almeno su una corsia.

«La situazione creatasi nella serata di ieri a seguito della frana localizzata sulla regionale 325 nella frazione Camino nel comune di Vaiano, che si somma alla preesistente frana localizzata tra Sasseta e Montepiano, ha determinato l’ennesimo completo isolamento del territorio della Val di Bisenzio – spiegano Daniele Matteini, presidente dei Confindustria Toscana Nord, Claudio Bettazzi, presidente di Cna, e Luca Giusti, presidente di Confartigianato – Tale situazione sta creando difficoltà estreme al sistema produttivo del distretto pratese, in particolare ad alcune fasi a monte della filiera senza le quali il ciclo produttivo non può prendere avvio. Va ricordato per esempio che la quasi totalità delle tintorie in fiocco sono ubicate in Val di Bisenzio e che la compromissione della loro attività ha come effetto l'impossibilità per l'intero sistema tessile pratese di effettuare le sue produzioni. Una Val di Bisenzio bloccata significa gran parte del tessile pratese altrettanto bloccato».

«Vi chiediamo pertanto – scrivono i tre presidenti – in relazione alle specifiche pertinenze dei vostri alti incarichi e delle rispettive istituzioni: nell'immediato, la riapertura con la massima celerità di almeno una carreggiata sul tragitto interdetto al traffico a seguito dello smottamento: pur comprendendo le giuste misure di sicurezza urgenti adottate, si rendono necessari interventi di ripristino della massima urgenza in ottica strategica, un'assunzione forte di responsabilità perché sia risolto il problema della mobilità in Val di Bisenzio. Chiediamo che vengano effettuati interventi straordinari per contenere il rischio idrogeologico e che le molteplici proposte che sono state elaborate a oggi circa interventi infrastrutturali alternativi/aggiuntivi alla regionale 325 divengano oggetto della massima attenzione; nelle more, che sia prevista una modalità di intervento urgente di ripristino, anche adottando procedure eccezionali, nelle purtroppo frequenti occasioni in cui la circolazione sulla 325 risulti interrotta. Il territorio, già fortemente penalizzato dalle croniche e conosciute carenze, vede oggi un ulteriore peggioramento delle condizioni di sicurezza sanitaria, sociale ed economica che accentuano ulteriormente il sentimento di marginalità di cui soffre e che cittadini e imprese non sentono di meritare».
 

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di Redazione web