Sicurezza
Prato, l’operazione “Strade sicure” parte da Porta al Serraglio: ecco di cosa si occupano i parà alla stazione
Primo giorno dei militari: si spostano senza fucili mitragliatori
PRATO. È iniziata dalla stazione di Porta al Serraglio la seconda esperienza dei militari in città, l’operazione “Strade sicure” che ha preso il via nel pomeriggio di martedì 27 febbraio con l’impiego di 18 paracadutisti del 183° Reggimento Nembo di Pistoia.
Occhi sulla droga
E probabilmente non è un caso che si sia voluto iniziare proprio da lì, dalla zona dove storicamente si è concentrato lo spaccio di sostanze stupefacenti a beneficio dei tossicodipendenti locali ma anche di quelli che trovano comodo arrivare in treno da Firenze o da Pistoia per rifornirsi dagli spacciatori coi quali hanno già un rapporto “di fiducia”. Perché si dice che a Prato la droga, che sia eroina, cocaina o ketamina, si trovi a prezzi più bassi che altrove. Di fatto martedì 27 febbraio alle tre del pomeriggio, sotto una pioggia leggera, intorno alla stazione del Serraglio non si vedevano le solite facce di chi offre e di chi cerca la droga, perché proprio davanti all’ingresso della stazione era stato piazzato un blindato Iveco VM 90, il veicolo militare in uso da più di trent’anni all’esercito italiano. Accanto, tre parà coi baschi rossi che formano la prima di una lunga serie di pattuglie a cui è stato affidato il compito di dare una mano alle forze dell’ordine nel controllo del territorio.
Il precedente infelice
Rispetto alla prima esperienza, terminata ingloriosamente nel febbraio del 2019 (quattro militari del Nembo furono arrestati perché andavano a taglieggiare i cinesi al Macrolotto), ci sono un paio di novità. La prima è che i militari potranno muoversi autonomamente, senza per forza andare in giro con un poliziotto o un carabiniere. Ieri c’erano tre poliziotti accanto alla pattuglia, ma solo per una sorta di benvenuto. La seconda novità è che l’armamento è leggero. I paracadutisti del Nembo si portano dietro solo la Beretta 92FS in dotazione al reparto e non più anche i fucili mitragliatori (il Beretta Arx 160 o il Colt M4). Insomma, una dotazione da forze dell’ordine territoriali che magari fa un po’ meno militare ma anche meno paura a chi non ci è abituato. Come si era previsto, però, la presenza dei militari in città non sarà molto palpabile. Sono organizzati in turni di sei ore nell’arco delle 24 ore e di fatto non ne vedremo mai più di tre in giro. In base alle disposizioni decise nel corso del Comitato per l’ordine pubblico di lunedì, non potranno andare a pattugliare le periferie, ma dovranno concentrarsi su un tragitto che tocca il solo centro storico: in particolare piazza Duomo, Porta al Serraglio, piazza Mercatale, piazza della Stazione, piazza San Marco, piazza Santa Maria delle Carceri, piazza San Francesco e piazza del Comune. Una specie di Corteggio Storico a tinte grigio-verdi. La loro sarà soprattutto una presenza scenica, più di prevenzione che di repressione, per dare l’idea di una città che è presidiata, soprattutto nei punti che più sono sotto i riflettori, il centro storico, appunto, dove qualsiasi cosa accada viene inevitabilmente amplificata. Alle periferie e al resto della provincia, dove i problemi non mancano, continueranno a pensare la polizia, i carabinieri e all’occorrenza la polizia municipale insieme poi alla guardia di finanza.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
