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Carmignano, nella scuola dell’infanzia di Bacchereto solo otto iscritti: rischio chiusura

di Luigi Spinosi
Ingresso della scuola dell’infanzia “La Grotta delle Fate” (foto da Google Street View)
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Ingresso della scuola dell’infanzia “La Grotta delle Fate” (foto da Google Street View)

Timori per il futuro de “La Grotta delle Fate”: per avere il servizio i bambini iscritti dovrebbero essere almeno 13. Il sindaco: «Aree collinari un po’ più in sofferenza»

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CARMIGNANO. La speranza è che non ci sia bisogno – richiamandosi al suo nome da favola – di affidarsi alla magia, ma che alla fine altri cinque famiglie scelgano di affidare i propri figli alle cure della scuola dell’infanzia “La Grotta delle Fate”, nel paese di Bacchereto. Cinque, infatti, è il numero che manca per arrivare a 13 partendo dagli otto bimbi iscritti al momento, 13 che rappresenta il numero minimo per garantire la sopravvivenza del plesso e, con lui, di un servizio importante.

«Come avviene ormai da un bel po’ di anni stiamo subendo il calo demografico – spiega il sindaco Edoardo Prestanti – un fenomeno che del resto non è solo di Carmignano, ma di tutto il Paese. Anzi, se andiamo a guardare il saldo del nostro Comune non è così negativo». Ma c’è un ma, anzi, ce ne sono un paio, come spiega il primo cittadino: il primo è che la forbice tra decessi e nuovi nati è ridotta essenzialmente grazie alle persone che si trasferiscono nel territorio. Questo vuol dire che alla fine il calo demografico è meno sensibile, ma non tanto grazie a nuove nascite (quindi nuovi bambini che vuol dire nuovi allievi per le scuole). E l’altro “ma” è rappresentato dal fatto che a soffrire di questo calo sono soprattutto i piccoli centri collinari, come Bacchereto appunto.

«Purtroppo i parametri di legge per la disponibilità di insegnanti e di personale Ata sono basati non sul numero di plessi, ma sul numero di studenti – prosegue Prestanti – questo vuol dire che in un Comune come il nostro, dove abbiamo molti plessi, le aree collinari sono quelle un po’ più in sofferenza». Purtroppo, infatti, i calcoli matematici non riescono a rendere giustizia alla realtà. Come nel caso di Carmignano appunto, dove vi sono molti piccoli centri che dovrebbero essere tutelati, anche mantenendo i servizi. A partire da quelli per l’infanzia se si vogliono attirare nuove generazioni. E cosa può fare il Comune in questi casi? Di certo non può farsi carico di competenze superiori e trovare gli insegnanti, ma può cercare di intervenire in via indiretta («Per fare un esempio potenziando i trasporti scolastici» aggiunge il sindaco), in modo da aumentare l’attrattività della scuola al momento delle iscrizioni. Attrattività che nel caso di Bacchereto è rappresentata anche dalla bellezza dei luoghi e dagli spazi a disposizione. Sarebbe un peccato assistere a un film già visto: La scuola fu chiusa già negli anni Novanta – ricorda Prestanti – poi ci fu un aumento della popolazione e venne riaperta. Ma negli ultimi anni si è assistito a un costante calo».

Allarme rientrato invece per la scuola dell'infanzia di Poggio alla Malva, dove il numero di iscritti permetterà di mantenere una sezione. Sul tema sono in programma due assemblee pubbliche, una il 6 marzo alle 21 al circolo il Mulinaccio di Bacchereto e l’altra il 13 marzo, sempre alle 21, alla Casa del Popolo di Poggio alla Malva.


 

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