La manifestazione
Prato, tramonta l’ipotesi del terzo mandato e il Pd studia un piano B
Candidato sindaco: ai soliti nomi si aggiunge quello di Ciuoffo
PRATO. Il Partito democratico non ha fretta, ostenta calma alla vigilia della presentazione ufficiale del candidato sindaco del centrodestra, Gianni Cenni, sabato 24 febbraio al Garibaldi Milleventi. Ma di fatto un candidato sindaco del centrosinistra ancora non c’è. Tutto è rimasto congelato fino a oggi, 22 febbraio, in attesa che la Commissione affari costituzionali del Senato affrontasse la questione del terzo mandato per i sindaci dei Comuni con più di 15.000 abitanti. La Lega lo voleva, Fratelli d’Italia ha fatto muro, il Pd era possibilista sotto la spinta dei suoi sindaci. Ma stamattina la Lega ha ritirato il proprio emendamento, che avrebbe spianato la strada al candidato naturale del Partito democratico, il sindaco uscente Matteo Biffoni, che in più di un’occasione, senza voler parlare pro domo sua, come presidente dell’Anci regionale aveva sostenuto che il terzo mandato fosse cosa buona e giusta. Interpellato dai cronisti a margine della presentazione di una mostra al museo Pecci, Biffoni ha fatto buon viso a cattiva sorte, senza rinnegare la sua opinione in merito («Possibile che tanti sindaci fossero fuori di testa nel chiedere il terzo mandato?») e si è detto ottimista per il risultato delle elezioni comunali di giugno a Prato: «Ci sono tutte le condizioni per vincere, l’importante è non dividersi».
Caduta l’ipotesi del terzo mandato, si aprono diversi scenari, sui quali bisogna fare una necessaria premessa. La mozione Schlein, vincitrice al congresso, ha bisogno di mettere una bandierina in una città che conti. E siccome a Firenze con Sara Funaro, a Livorno con Luca Salvetti e anche a Empoli con Alessio Mantellassi questa bandierina ancora non l’ha messa, è probabile che voglia piazzarla a Prato. Dalle stanze della federazione provinciale ufficialmente dicono che non è proprio così, che il congresso è finito e non c’è una logica di spartizione, però il tema è in campo e non gioca a favore degli aspiranti candidati che non si sono impegnati per Elly Schlein quando era il momento di farlo.
La consultazione nei circoli è finita e anche qui la vulgata ufficiale dice che l’indicazione è la seguente: si chiede che non ci sia rottura o discontinuità totale rispetto all’esperienza degli ultimi dieci anni, ma di fare una scelta che tenga conto di una fase nuova che si apre. Rinnovamento nella continuità, insomma. Facile a dirsi, difficile a farsi.
I nomi in campo sono sempre i soliti, ma negli ultimi giorni se n’è aggiunto uno che era comparso all’inizio e poi era sparito, quello dell’assessore regionale Stefano Ciuoffo, già assessore comunale all’Urbanistica. Lo penalizza l’età avanzata, lo avvantaggia l’esperienza di governo. Gli altri sono quelli della consigliera regionale Ilaria Bugetti, del vice sindaco Simone Faggi, dell’assessora Ilaria Santi, del segretario provinciale Marco Biagioni. Quest’ultimo sarebbe il candidato naturale della mozione Schlein, avendo guidato i giovani leoni alla conquista della federazione, ma non è chiaro se abbia il consenso della maggioranza degli 86 membri della Direzione provinciale che dovrà formalizzare la scelta (ne servono molti più di 43 per non spaccare il partito). Ilaria Bugetti sembra godere di un certo consenso, anche se non maggioritario e comunque resta in corsa. Simone Faggi, che incarna la continuità con gli ultimi dieci anni di governo, sconta il peccato di aver condiviso con Matteo Biffoni i fasti del renzismo, che il segretario Biagioni vorrebbe spazzare via. Ecco perché il nome di Ilaria Santi è ancora in ballo, come possibile punto di caduta nel caso non si trovasse un accordo, anche se, come Faggi, rappresenta un elemento di continuità con la giunta Biffoni. In ogni caso il fatto che nella rosa degli aspiranti candidati ci siano finalmente due donne rappresenta un elemento di novità rispetto al passato in una città che non ha mai avuto un sindaco donna e in un partito che solo da un anno ha una segretaria donna.
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