Il lutto
Prato, cimitero ancora inaccessibile: oltre 10.000 loculi senza fiori
Alla Chiesanuova proseguono i lavori nelle gallerie seminterrate. L’assessore: «Bisogna pulire bene per evitare il rischio del tetano»
PRATO. A più di tre mesi dall’alluvione dello scorso 2 novembre, i familiari di oltre 10.000 defunti che riposano nel cimitero di Chiesanuova, il più grande di Prato, non possono ancora portare i fiori sulle tombe dei loro cari. È la conseguenza dell’allagamento che ha mandato sott’acqua tutte le undici ali seminterrate del cimitero, sommergendo i loculi fino a un’altezza di oltre due metri. E non si prevede un’apertura, seppur parziale, prima della fine di marzo.
Il punto sui lavori di ripristino è stato fatto martedì 13 febbraio durante la commissione consiliare “Sicurezza e lavori pubblici”.
L’Ufficio di Igiene pubblica dell’Asl, è stato spiegato, ha segnalato la necessità di proseguire con la pulizia e la sanificazione dei locali mantenendoli inaccessibili al pubblico. L’ufficio tecnico periodicamente effettua sopralluoghi per monitorare lo stato dei luoghi e dei lavori che continuano ad essere svolti dalla ditta incaricata. Martedì è stato effettuato un ulteriore sopralluogo con l’Asl ed è stato constatato che le attività svolte stanno portando buoni risultati ma è necessario proseguire con pulizie e sanificazione più di dettaglio con particolare agli ornamenti funebri sulle lapidi.
Per quanto riguarda le gallerie I ed L lo stato degli interventi è avanzato rispetto alle altre e saranno le prime ad essere riaperte a seguito di un ulteriore sopralluogo con l’Asl. Nelle altre gallerie le superfici non risultano asciutte e rimane una situazione igienico sanitaria critica.
«L’obiettivo e la speranza – ha detto l’assessora alla Città Curata Cristina Sanzò – è quello di riaprire le due gallerie dove lo stato degli interventi è più avanzato in tutto il mese di marzo, per il resto continueranno i sopralluoghi dei tecnici insieme ai medici dell’Asl e a seguito delle loro indicazioni ci muoveremo. Capiamo la difficoltà e il disagio del non poter far visita ai propri cari ma la situazione igienica e sanitaria impone una elevata attenzione. C’è la necessità di intervenire in modo capillare sugli accessori funerari: lumini, vasi porta fiori e in generale sugli oggetti di metallo per evitare il rischio del tetano. Da parte nostra c’è il massimo impegno per risolvere una situazione comprensibilmente dolorosa per molti cittadini».
Ad oggi gli interventi di somma urgenza finanziati sono stati la pulizia e la sanificazione dei locali seminterrati del cimitero per un costo stimato di 122mila euro, la ricostruzione del muro di cinta (350 mila euro), intervento di ripristino dei locali dove si trovano gli uffici (circa 43mila euro) e il ripristino di parte delle pavimentazioni del piano seminterrato (circa 220 mila euro).
Dovranno essere finanziati, con risorse da individuare, ulteriori interventi di pulizia e sanificazione di dettaglio per un costo stimato di 100mila euro, il ripristino e la sostituzione dell’impianto di ascensore presente per un costo stimato 150mila euro, il ripristino degli impianti elettrici dei locali interrati e di porzione dei campi di inumazione per un costo stimato di 150mila euro. Saranno finanziate anche opere edili per la sostituzione delle pavimentazioni e dell’impianto di smaltimento dei liquami degli interrati, il rifacimento degli intonaci danneggiati, le tinteggiature e la rimozione di parti murarie danneggiate, per un importo stimato di 800mila euro.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
