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Il robot fa gli straordinari all’ospedale Santo Stefano: i casi più trattati e i benefici

di Alessandro Formichella
Un intervento chirurgico col robot all’ospedale Santo Stefano
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Un intervento chirurgico col robot all’ospedale Santo Stefano

Quasi quattrocento interventi nel primo anno di attività

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PRATO. Quasi 400 interventi nel primo anno di attività, un risultato eccezionale per la chirurgia robotica che nel 2023 nelle sale dell’ospedale Santo Stefano di Prato quanto a numero di procedure effettuate con il robot, è andata ben oltre le stime dei professionisti fatte a inizio anno.

Da quando fu impiegato la prima volta il 6 febbraio 2023, si contano oggi 318 interventi di urologia, 51 di chirurgia generale, 19 di otorinolaringoiatria per un totale di 388 casi trattati con un sistema che costituisce l’avanguardia e la più efficace alternativa agli interventi effettuati con le tecniche chirurgiche classiche: dalla ridotta degenza ospedaliera, al minore dolore post operatorio, alla più rapida ripresa con il ritorno alle normali attività.

Il robot è divenuto operativo prima in prova visione con un programma, cioè, di 40 casi per interventi di prostatectomia robotica nel corso dei quali il sistema è stato messo a punto anche a livello di procedure infermieristiche e anestesiologiche. Successivamente l’impiego del robot chirurgico è stato esteso a tutte le patologie di pertinenza urologica e ancora dopo a interventi di chirurgia generale e otorinolaringoiatria.

«Siamo estremamente orgogliosi di questo risultato che è frutto di un grande lavoro di squadra – dichiara il direttore sanitario del Santo Stefano, Maria Teresa Mechi – e desidero esprimere la mia più sincera gratitudine ai chirurghi dell’ospedale di Prato e degli altri ospedali che hanno contribuito e lavorato assieme nell’implementazione di questo approccio, agli anestesisti, agli infermieri e al personale di supporto, alla programmazione chirurgica, alle strutture amministrative, per la dedizione con la quale tutti hanno fornito un apporto insostituibile per ottenere questo successo».

Collocato a Prato per la sua posizione baricentrica rispetto alla rete ospedaliera dell’azienda sanitaria, il robot è a disposizione di tutti i professionisti del dipartimento delle chirurgie della Asl Toscana centro diretto da Stefano Michelagnoli.

Il primo intervento è stato realizzato dall’equipe di urologia di Prato a febbraio di un anno fa su un giovane paziente con tumore alla prostata. Le dimissioni del giovane paziente sono arrivate a pochi giorni dall’operazione. Successivamente sono stati eseguiti interventi di pertinenza uro-oncologica in particolare per tumore prostatico, renale e vescicale. Nel corso dell’anno il 99% delle procedure chirurgiche ha riguardato pazienti oncologici per i quali, grazie alla tecnica robotica, l’Asl Toscana Centro ha potuto ampliare l’offerta e dare un contributo importante all’abbattimento delle liste di attesa.

«In ogni struttura urologica aziendale è stato fatto un percorso di formazione che ho potuto seguire in prima persona – spiega Graziano Vignolini, il coordinatore dell’attività di chirurgia robotica in urologia – È stato un percorso bello e faticoso che non avrebbe potuto registrare questi risultati senza la collaborazione degli anestesisti, degli infermieri, di tutta l’equipe di sala e del personale dei reparti. Non era mai successo che al primo anno di attività con il robot, un ospedale in Italia registrasse i nostri numeri».

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