Il dolore
Commini tratta la cessione del Prato a un imprenditore di Parma
Un incontro all’Hotel President, poi un vertice nella capitale
PRATO. Ci sarebbe un imprenditore parmense, che si occupa di industrie di materie plastiche, pronto ad acquistare il Prato Calcio da Stefano Commini, attuale presidente della società del Lungobisenzio. Il patron del Prato lascerebbe così definitivamente la guida della squadra in serie D.
I due si sarebbero incontrati martedì scorso a Roma per dare un ulteriore passaggio alla trattativa di cessione della società già avviata da qualche tempo, dopo che una settimana fa all’Hotel President in via Simintendi la vicepresidente del Prato, l’avvocatessa Debora Staglianò, avrebbe aperto il confronto con l’acquirente.
L’imprenditore parmense, si dice, avrebbe provato mesi fa a fare la scalata per l’acquisto del Perugia, cosa che ad oggi non sarebbe avvenuta.
La cifra messa sul tavolo per la cessione del Prato si aggirerebbe, secondo indiscrezioni, intorno al milione e mezzo di euro: soldi ai quali vanno aggiunte anche le somme del debito che il Prato Calcio si sta portando sulle spalle, che ammonterebbero a circa 500mila euro.
La notizia è arrivata in città da alcune fonti del mondo calcistico, ma per ora senza alcuna conferma. È certo che ormai da mesi il rapporto fra Stefano Commini e i tifosi del Prato è un amore finito con la serie difficoltà di ripararlo: la Curva Ferrovia ha espresso più volte il proprio disappunto lamentando la continua serie di risultati negativi.
Dallo scorso novembre, i tifosi hanno chiesto un rinnovamento della squadra per riscattare i colori del Prato e ridurre il cammino verso il ritorno in Serie C, visto come obiettivo minimo per una città di 200mila abitanti.
Il sindaco di Prato, Matteo Biffoni, tifoso indiscusso dei biancazzurri, sulla notizia trapelata dell’incontro romano non smentisce né conferma, e si ferma ad un diplomatico: «So che ci sono varie proposte e interessi, ma niente di più». Poi niente, nessun sbilanciamento.
Il fatto che, comunque, ci sia movimento e interesse attorno al Club della città fa pensare che la decisione di Stefano Commini sia quella ormai di lasciare la presidenza e cedere la società, confermando le richieste più volte avanzate anche al Lungobisenzio dai tifosi.
«Alla società, che i suoi sforzi l’ha fatti, chiediamo di fare una seria riflessione – scrissero a novembre in un comunicato sui social quelli della Curva ferrovia – Se non ci sono i mezzi e le capacità per realizzare quel minimo che ognuno di noi chiede, ovvero il salto di categoria, fatevi da parte e mettete in vendita l’Ac Prato. Il tempo delle mezze misure è finito. Le nostre richieste sono chiare. La Curva è la nostra casa, quella maglia è la nostra vita, e faremo di tutto per difenderla».
Si sa poco del profilo dell’imprenditore parmense che sarebbe interessato all’acquisizione del Prato calcio. Ancora tutto è tenuto nella più stretta riservatezza.
Nella trattativa di cessione del club, l’Ac Prato potrebbe mettere fra gli elementi della trattativa anche il progetto di massima, compreso di parcheggio, per la ristrutturazione del Lungobisenzio; disegni già presentati da anni, dove sarebbe fondamentale il contributo dell’amministrazione comunale per una spesa preventivata ad oggi di circa 7 milioni di euro.
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