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Prato, pizzaiolo ferisce gravemente il collega con la pala da forno: arrestato


	La pala da forno usata per l'aggressione
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La pala da forno usata per l'aggressione

Dopo l’aggressione il questore ha disposto la chiusura del locale per 20 giorni

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PRATO. Un pizzaiolo pachistano di 23 anni è stato arrestato dalla polizia con l’accusa di aver seriamente ferito un connazionale durante una lite nel locale di cui è titolare. L’altro pachistano è stato ferito a colpi di pala, quella che serve per infornare la pizza, e il questore de Lorenzo, in seguito all’aggressione, ha deciso di chiudere il locale per 20 giorni. L’episodio è accaduto mercoledì sera, 31 gennaio, ma ne è stata data notizia solo oggi.

Secondo quanto riferito dalla Questura, l’equipaggio di una volante della polizia si è imbattuto intorno alle 22, in via Magnolfi, in un uomo di nazionalità pachistana che presentava evidenti ferite alla testa e alla mandibola. Il ferito ha raccontato ai poliziotti di essere stato aggredito all’interno di un locale gestito da un connazionale che si trova nelle vicinanze. E così, mentre un’ambulanza si prendeva cura del ferito, che è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Santo Stefano e successivamente giudicato guaribile in 30 giorni, i poliziotti sono andati a dare un’occhiata alla pizzeria e all’interno hanno trovato il titolare, un pachistano di 23 anni. C’era anche la pala usata per l’aggressione, di cui non sono stati resi noti i motivi. Il presunto aggressore è stato così arrestato con l’accusa di lesioni aggravate e la pala sequestrata.

Il questore Pasquale de Lorenzo, come detto, ha disposto la chiusura della pizzeria per 20 giorni. “L’atto, di carattere preventivo e finalizzato ad evitare la reiterazione di condotte illecite – spiega una nota della Questura – si è reso necessario in quanto il locale risulta essere punto di ritrovo di persone abitualmente dedite ad assembramenti sfocianti in comportamenti inurbani e lesivi dell’ordine e della sicurezza pubblica. Nello specifico vari sono stati gli interventi delle dorze dell’ordine per episodi legati allo spaccio di sostanze stupefacenti a cui sono seguiti altri episodi, che hanno consentito di identificare, all’interno del suddetto locale soggetti gravati da numerosi pregiudizi di polizia”.

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