Sicurezza
Il vaiolo delle scimmie a Prato: due pazienti in isolamento
È una malattia rara che si trasmette anche da uomo a uomo
PRATO. Il nome fa paura, ma non si può ancora parlare di un’epidemia e ci sono tutti i mezzi per limitare il rischio. Il nome è vaiolo delle scimmie, una malattia rara scoperta in Africa, trasmessa dalla fauna selvatica agli esseri umani e ora anche in seguito a contatti tra esseri umani.
Nei giorni scorsi sono stati segnalati due casi di vaiolo delle scimmie anche a Prato, dopo che erano emersi due focolai di contagio in provincia di Firenze. Secondo il Dipartimento di prevenzione dell’Asl Toscana Centro si tratta di due pazienti le cui condizioni non sono giudicate gravi e che sono in isolamento nelle rispettive abitazioni.
A far scattare l’allarme, alla metà di gennaio, sono stati i primi casi segnalati in provincia di Firenze. È stato individuato un focolaio partito da una festa di Capodanno, mentre il secondo viene fatto risalire a un’altra festa nei giorni scorsi. Non è dato sapere se i due pazienti pratesi abbiano contratto la malattia nel primo o nel secondo caso. Oppure, ipotesi più preoccupante, in un altro contesto.
Complessivamente sono 11 i casi segnalati in Toscana dall’inizio dell’anno e finora non si contano decessi.
Il vaiolo delle scimmie (o monkeypox , MPox) è il nome popolare di una malattia provocata da un virus isolato già a partire dagli anni Settanta nell’Africa centrale e occidentale. Lo hanno chiamato così perché provoca delle pustole simili a quelle del vaiolo “vero”, la terribile malattia che ha fatto milioni di morti nel corso della storia ed è stato definitivamente sconfitto nel 1977.
In Africa è arrivato ad avere una letalità del 10%, ma soprattutto per la mancanza di adeguate strutture igienico-sanitarie. In Occidente la mortalità è molto più bassa e non arriva al 3%. Venti anni fa è arrivato negli Stati Uniti e nel maggio del 2022 in Inghilterra, subito dopo anche in Italia con sei casi distribuiuti tra Lazio, Lombardia e Toscana (Arezzo). A luglio la malattia aveva già colpito 17.000 persone in tutto il mondo, tanto da indurre l’Organizzazione mondiale della sanità a dichiarare l’emergenza sanitaria globale. Una decisione che non aveva trovato il consenso di tutta la comunità scientifica. Si stava uscendo dalla pandemia Covid e non si sentiva il bisogno di entrare subito in un altro tunnel. Di fatto, con il calare dei contagi, l’11 maggio 2023 la stessa Oms ha dichiarato la fine dell’emergenza. Questo non significa che il vaiolo delle scimmie sia scomparso, come dimostrano gli ultimi casi in Toscana.
Il MPox presenta sintomi simili a quelli del vaiolo: insorge circa 12 giorni dopo l'esposizione con malessere generale (febbre, cefalea, dolori muscolari) e ingrossamento dei linfonodi. In genere dura da due a quattro settimane e di solito scompare senza uno specifico trattamento, anche se dal 2022 l’Agenzia europa del farmaco ha autorizzato l’uso di un farmaco che si chiama Tecovirimat.
Secondo il Ministero della Salute la trasmissione può avvenire attraverso il contatto fisico stretto, compresa l’attività sessuale, con una persona infetta, con i suoi fluidi corporei o le sue lesioni cutanee. Non è ancora noto se il virus possa essere trasmesso sessualmente attraverso i fluidi genitali. Il virus può essere trasmesso anche da oggetti contaminati quali vestiti, lenzuola, asciugamani, posate, dispositivi elettronici e superfici.
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