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Le indagini

Prato: va avanti l’inchiesta sull’alluvione: incaricati quattro consulenti, ecco su cosa si indaga

di Luigi Spinosi
Prato: va avanti l’inchiesta sull’alluvione: incaricati quattro consulenti, ecco su cosa si indaga

Si tratta di esperti in idrogeologia, idraulica e protezione civile. Sotto la lente le opere sul territorio, ma anche la gestione dell’emergenza

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PRATO. Le carte da esaminare sono tantissime e, soprattutto, sono documenti complessi, che richiedono competenze assai elevate. Sono quelle relative all’inchiesta sull’alluvione che ha colpito Prato e numerose località della nostra provincia che adesso passa un nuovo livello. Per esaminare quelle carte servono competenze elevate, come quelle degli esperti incaricati dalla procura di Prato. L’incarico, come spiega il procuratore facente funzioni Laura Canovai, è stato affidato venerdì 20 gennaio a quattro consulenti. Si tratta di esperti di tre campi: idrogeologia, idraulica e protezione civile. Già da qua si intuisce che si tratterà di un’indagine, oltre che complessa, anche “complessiva”, nel senso che riguarderà il prima, ossia quello che non è stato fatto o quello che è stato fatto in modo sbagliato, ma anche il durante e il dopo, ossia valutare se qualcosa non ha funzionato nella macchina dell’emergenza.

Si tratta di esperti esterni al nostro territorio, ma non, viene premesso subito, non per ragioni di “legittima suspicione”, ma proprio per questioni di metodologia: «Dall’esterno si ha una visione d’insieme migliore».

L’inchiesta così riunisce tutti i diversi fascicoli aperti a proposito dell’alluvione (e tutti, al momento, senza indagati): quelli per omicidio colposo legato alle vittime dell’alluvione, quello per disastro colposo, e quello frutto degli esposti dei cittadini. E proprio dagli esposti sono arrivati elementi importanti: molti quelli arrivati in procura da parte di cittadini e, ancor più spesso, da gruppi di cittadini. Molti e variegati. Si va dalla segnalazione più semplice, quella per fare un esempio della mancata pulizia della griglia di scolo delle acque, a quella più articolata e che in alcuni casi assomigliano ad autentici trattati, ricche di dati ed elementi importanti, evidente frutto di ricerche approfondite.

Esposti che sono stati passati al vaglio dalle sostitute procuratrici Valentina Cosci e Alessia La Placa, e dal quale, accanto a molti elementi che i consulenti saranno chiamati a esaminare, emergono anche storie di straordinario eroismo, come la vicenda rimasta sconosciuta del giovane che non ha esitato a tuffarsi in un fiume in piena, tra acqua e detriti di ogni dimensione, con una corda legata attorno al corpo come unico strumento di sicurezza, per salvare una persona che stava per essere portata via dalla forza della corrente.

Ma quegli stessi esposti contengono anche molti altri spunti di riflessione, che si sono tradotti nelle domande a cui i consulenti saranno chiamati a rispondere, su cause e concause dell’alluvione, sull’eventuale omessa, errata o incompleta manutenzione dei corsi d’acqua (e che riguarderà tutti i corsi d’acqua), sulla correttezza della valutazione dell’emergenza e le successive conseguenze.

Chiaro che si tratta di un argomento in cui spesso viene automatico, ma sbagliando, semplificare. Si tratta di un argomento complesso e che, come tale, deve essere affrontato. Certo, si tratta anche di individuare eventuali responsabilità, ma non cercare colpevoli a ogni costo. Sono due cose ben diverse. In particolare si tratta di capire dove finisce la “colpa” dell’evento eccezionale (che poi ormai si tratta di fenomeni sempre meno rari) e dove inizia quella dell’uomo. Un’indagine che può diventare importante, oltre che per quanto è successo ieri, anche per evitare che drammi del genere si ripetano domani.

Dalla procura, infine, un appello: chiunque ritenga di avere elementi utili a ricostruire gli eventi è invitato a segnalarlo, anche in forma anonima se lo ritiene opportuno.


 

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