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«Le spaccate? Era già successo prima delle elezioni...»: bufera sul sindaco di Prato
L’opposizione insorge dopo le dichiarazioni di Matteo Biffoni a proposito dell’escalation di furti in città
PRATO. Una decina di spaccate in pochi giorni, le ultime ai danni del kebab di Farid in via di Reggiana e alla Caffetteria del centro in via Rinaldesa, e l’escalation innesca la polemica politica. Parlando ai microfoni di TvPrato il sindaco Matteo Biffoni si è lasciato andare ad alcune dichiarazioni che hanno fatto infuriare tutta l’opposizione. Secondo il primo cittadino «fa specie» che questa raffica di spaccate si sia verificata proprio ora, quasi alla vigilia delle elezioni di giugno, quando prima, sempre a sentire Biffoni, non c’era stato nulla di simile. Il primo cittadino non si è fermato qui, ha aggiunto che la stessa cosa era capitata alcuni anni fa, sempre in un periodo pre-elettorale, quasi a intendere che ci sia una mano che arma il ladro specializzato nei furti a colpi di tombino. Nel corso della stessa intervista Biffoni afferma che «non necessariamente» le due cose, cioè spaccate e campagna elettorale, siano collegate, ma ormai la miccia era accesa e ha fatto deflagrare la polemica.
Il primo a reagire è stato il segretario provinciale della Lega, Daniele Spada. «La dichiarazione del sindaco Biffoni che di fronte al dilagare degli episodi di criminalità dice che "era già successo prima di altre elezioni" è gravissima – sostiene Spada – e merita subito un chiarimento. Se il sindaco di Prato sa qualcosa, si rechi senza indugio dall'autorità giudiziaria ed eviti di sproloquiare davanti alle telecamere. Se invece non sa nulla, chiarisca immediatamente la ragione di una dichiarazione tesa a turbare lo svolgimento del confronto democratico ed eviti di alludere, con aria svagata, a improbabili complotti. I pratesi non meritano di essere presi in giro da chi, in 10 anni, non è riuscito a mantenere nemmeno una delle sue promesse. Quanto abbiamo letto e quanto abbiamo sentito dalla voce di Biffoni ci suona come un tentativo disperato di coprire, con la confusione, la disperazione di un uomo alla guida di un'amministrazione che ha fallito e che teme il giudizio degli elettori, al punto da non tenere per nulla in considerazione i principi basilari di ogni democrazia. Se non è così, Biffoni spieghi. Altrimenti, il Pd, che la democrazia la difende solo a modo suo e quando gli comoda, prenda le distanze da parole tanto gravi e faccia sbollire un sindaco affetto da un grave delirio d'impotenza».
A ruota sono arrivati gli interventi degli altri esponenti dell’opposizione. «La cosa fa veramente ridere se non piangere – commenta Aldo Milone, candidato a sindaco per Prato Libera e Sicura – Biffoni cerca, ormai alla fine del suo mandato, di scaricare sugli altri la sua incapacità ad affrontare il problema sicurezza in città. Mi chiedo a cosa serve la sua presenza nel Comitato per l' ordine e la sicurezza pubblica, dove sono presenti Prefetto, Questore, Comandante provinciale dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. Ha a disposizione il Corpo della Polizia Municipale che è la quarta Forza di Polizia e che potrebbe dare un grande aiuto nel presidio del territorio. Il problema è uno solo. Non ha nel suo Dna la sicurezza. E se non ce l'hai, è proprio inutile che si sforzi. Lui vede il Corpo della Polizia Municipale come quelli che devono fare contravvenzioni al Codice della Strada e basta».
«Le recenti dichiarazioni del sindaco Matteo Biffoni sulle spaccate in città sono non solo irresponsabili, ma rasentano il ridicolo – dice Leonardo Soldi, capogruppo del Centrodestra – Accostare questi atti criminali alle prossime elezioni amministrative è un'affermazione priva di ogni logica e buon senso. Il tentativo del sindaco di insinuare un collegamento tra la nostra opposizione e questi crimini è tanto assurdo quanto lo sarebbe immaginare che il sottoscritto, insieme ai miei colleghi Belgiorno, Spada e Lafranceschina, ci adoperassimo di notte in attività delittuose al fine di averne un vantaggio elettorale. È una sceneggiatura degna di un film di Mel Brooks, non di un dibattito politico serio. Sono indignato che il primo cittadino di Prato, invece di indirizzare il problema con la dovuta serietà, scelga di diffondere teorie senza fondamento. Noi della minoranza abbiamo trattato il tema della sicurezza con rispetto, sapendo che la responsabilità principale ricade sugli organi statali. Tuttavia, il ruolo del primo cittadino non è mai ininfluente. Una presa d'atto del fenomeno, già certificato dal Sole24ore nel 2023 (rispetto al 22’), che ci vede fra le prime 10 città italiane per numero di reati, sarebbe il primo passo verso la ricerca di soluzioni. Negare il problema per ragioni ideologiche è inaccettabile. Il sindaco Biffoni, invece di indulgere in fantasie complottistiche, si focalizzi sulle reali esigenze di sicurezza dei pratesi. La sua incapacità di riconoscere i problemi di ordine pubblico dimostra una mancanza di visione e di maturità politica».
«Se il sindaco risponde in questo modo, capisco perché la città va così male – rincara la dose la deputata di Forza Italia Erica Mazzetti – Stavamo aspettando una risposta da parte dell’amministrazione Pd sulla crescente insicurezza a Prato. Per questo sono stupita e pure amareggiata: non saprei quale punto delle dichiarazioni “vertiginose” del sindaco Pd correggere prima. Mi limito a dire che alimentare dubbi e sospetti, seppur in modo sbilenco, su una qualsiasi parte della città sia, in un momento nel quale la città si deve risollevare insieme dalla drammatica alluvione, completamente irresponsabile. Non sono frasi da sindaco e nemmeno da candidato. Non sono frasi da Biffoni e spero possa correggere il tiro quanto prima».
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