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Prato, invasione di cinghiali alla Sacra Famiglia: arrivano di sera e pascolano nei giardini

di Paolo Nencioni
I cinghiali fotografati sabato sera nei pressi della chiesa della Sacra Famiglia (foto Binoy Toroucly)
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I cinghiali fotografati sabato sera nei pressi della chiesa della Sacra Famiglia (foto Binoy Toroucly)

I residenti hanno segnalato al Comune la presenza degli ungulati per valutare come allontanarli

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PRATO. Un paio di giorni fa un cacciatore pratese è stato ferito da un cinghiale durante una battuta di caccia nei boschi di Borgo San Lorenzo, ma non serve andare così lontano per imbattersi negli ungulati, che non sono sempre di buon umore. Basta andare di sera intorno alla chiesa della Sacra Famiglia, vicino al Ponte Petrino, per vederne a bizzeffe, di cinghiali, che scendono dalla Calvana e pascolano liberamente nei giardini.

Qualche giorno fa un residente che portava a spasso il cane ha dovuto cercare riparo alla svelta perché uno dei cinghiali sembrava avere brutte intenzioni, forse a causa della presenza del cane.

I cinghiali hanno preso l’abitudine di frequentare la Sacra Famiglia da qualche mese e i residenti hanno già segnalato da tempo la cosa al Comune sollecitando un intervento per allontanarli. Intervento per niente facile, a meno che non si voglia sparare ai cinghiali in mezzo alle case. In realtà il governo ci aveva fatto un pensierino quando a luglio ha approvato il decreto “libera caccia” per allargare le maglie delle norme che regolano l’attività venatoria. Se n’è parlato molto all’epoca ma di fatto la caccia indiscriminata non è diventata realtà. Saranno le Regioni a decidere come e quando derogare alle vecchie norme sulla caccia. E in ogni caso non si potrà sparare tra le case.

Detto questo, se ne parla molto perché il problema della proliferazione dei cinghiali anche nelle aree urbane riguarda un po’ tutta l’Europa e a Roma ne sanno qualcosa. In Valbisenzio ci sono abituati, ora forse anche i pratesi si abitueranno a imbattersi nel parente selvatico del maiale.

Intorno alla Sacra Famiglia, come detto, i cinghiali arrivano di notte nei giardini e si intrufolano anche nell’area adibita allo sgambatoio per i cani. Il cancello è chiuso e ci sarebbe la recinzione, ma hanno imparato a passarci sotto e a dissodare il terreno in cerca di radici o di qualcosa di buono da mangiare.

Sabato sera ne hanno contati una trentina che si aggiravano nella zona, per poi tornare nei boschi al sorgere del sole.

L’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale calcola che in Italia ci siano circa un milione e mezzo di cinghiali. Fino al 2011 erano stati segnalati nelle aree urbane di Genova e Trieste, ora invece sono un centinaio le città grandi e piccole dove sono comparsi. Hanno cominciato a crescere di numero negli anni Sessanta, e nonostante il prelievo venatoria sia passato dai 50.000 capi del 1995 ai 300.000 dei giorni nostri, la popolazione continua ad aumentare. Anche perché nelle riserve di caccia trovano cibo in abbondanza e sono molto prolifici.
 

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