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I numeri

Rifiuti, aumenta la produzione ma anche la raccolta differenziata

di Alessandro Formichella
Rifiuti, aumenta la produzione ma anche la raccolta differenziata

Prato tra le province virtuose nonostante i 617 chili di immondizia pro capite

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PRATO. Si producono ancora troppi rifiuti pro capite a Prato e provincia, ma si fa anche molta raccolta differenziata. Nel rapporto Ispra 2023 (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, ndr) nel 2022, l’anno di rilevamento, nel pratese si è arrivati a produrre fra i 600 e i 650 chilogrammi a persona di rifiuti. È uno dei dati più alti in Italia, assieme ad altre tre province toscane e tre emiliane. Ma si è registrato anche uno dei più alti indici e delle maggiori percentuali di raccolta differenziata, portando Prato ad essere la seconda città e provincia di tutta la regione in materia di differenziazione dietro solo alla provincia di Lucca.

Se solo si riuscisse a diminuire la quantità di rifiuti prodotta da ogni singola persona, quella di Prato sarebbe una delle realtà fra le più virtuose d’Italia.

I numeri per dirlo, stando al report di Ispra, sembrano esserci tutti. A fronte di 617 chili di nettezza prodotta nel 2022 da ogni residente, Prato e provincia hanno toccato nel 2022 il 73, 8 % di raccolta differenziata. Considerati i parametri dettati dall’Unione Europea, Prato è già ben oltre il raggiungimento del 65% della raccolta differenziata dei rifiuti urbani imposta entro il 2035. Ma molto altro si potrebbe fare, mettendo mano alla differenziazione dei rifiuti e alleggerendo il peso della produzione dei rifiuti.

In Italia, la provincia più virtuosa nel 2022 è stata quella di Treviso che ha toccato l’88,7 % di raccolta differenziata con una popolazione di 900mila abitanti circa. A Prato tra il 2021 e il 2022, l’aumento dei rifiuti non è stato indifferente; si è passati da 159.088 a 159.460 tonnellate di rifiuti urbani, ma allo stesso tempo la raccolta differenziata nei due anni è cresciuta dal 73,4 al 73,8%, con un incremento dello 0,4%. Si consideri che la realtà meno brillante della Toscana, è la provincia di Grosseto che nel 2022 è arrivata ad avere solo il 55,7 % di differenziata. Sono la frazione organica, scarti di cucina e vegetali, e la carta e cartone, la parte dei rifiuti che comanda la crescita della raccolta differenziata; qui i dati riportano che per la parte umida, Prato ha raccolto 37.250 tonnellate e per la carta e cartone 40.701 tonnellate. Ma vanno bene anche le raccolte del vetro, 9.149 tonnellate, e della plastica e multimateriale che ha segnato 11.506 tonnellate. Cresce negli anni la raccolta del Raee, materiale elettrico e elettronico, che nel 2022 ha registrato un totale di 1.231 tonnellate.

Di certo, secondo i dati pubblicati da Ispra, lo spazio per aumentare la raccolta differenziata c’è tutto. In cinque anni di rilevamento, dal 2018 al 2022, nel Pratese la differenziata è passata dal 72,9 al 73,8%, con meno dell’1% di incremento; nello stesso lasso di tempo la produzione pro capite dei rifiuti urbani è salita in media da 612 a 617 chili a persona, cinque chilogrammi in più. Solo nel 2020, causa le restrizioni del periodo Covid, la produzione dei rifiuti urbani è scesa a 153.438 tonnellate con una raccolta differenziata pari a 112.389 tonnellate. Poi tutto è ripreso a salire. Ma l’obiettivo “rifiuti zero” sembra ancora lontano da raggiungere, e oltre il 26% dei rifiuti urbani resta con l’etichetta dell’indifferenziato e del non riciclabile. 

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