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Agente aggredito, rissa tra detenuti: torna la violenza nel carcere di Prato

Agente aggredito, rissa tra detenuti: torna la violenza nel carcere di Prato

I sindacati lanciano l’allarme sulla sicurezza della polizia penitenziaria

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PRATO. Sono giorni agitati dentro il carcere della Dogaia, stando a quanto raccontano due sigle sindacali, che denunciano l’aggressione a un agente della polizia penitenziaria, sabato 30 dicembre, e una rissa tra detenuti, ieri 1° gennaio.

Partiamo dall’ultimo episodio, riferito da Ivan Bindo, segretario provinciale della Uilpa. «Una rissa tra detenuti di origine nordafricana, nata per motivi ancora da chiarire – racconta il sindacalista – è culminata con uno dei partecipanti trasportato al pronto soccorso per una ferita da arma da taglio al volto, procurata probabilmente con una lama rudimentale. Ci sono state non poche difficoltà nel ripristinare l ordine e la sicurezza per i pochi agenti in servizio al reparto (erano in servizio meno di 10 unità per circa 400 detenuti). Terminato l'anno con un’aggressione ad un agente, il nuovo comincia con una rissa».

«Impossibile continuare a lavorare in queste condizioni – denuncia ancora la Uilpa – Il reparto di Media Sicurezza è una bomba che può esplodere in qualsiasi momento. Una gestione fallimentare dove non c'è più il rispetto di alcuna regola. Sono tutti soggetti provenienti dagli istituti della Toscana e oltre con analoghi comportamenti. Prato è il ricettacolo di tutti questi detenuti problematici. Cosa aspettano i vertici dell'amministrazione penitenziaria a intervenire? Che qualcuno ci rimetta la vita? I numeri sembrano quelli del fronte di guerra. Siamo stufi, siamo stanchi, oramai questi episodi sono così all ordine del giorno che non fa quasi più notizia. Che non ci vengano a dire che sono " rischi del mestiere" perché nessuno va al lavoro per mettere a rischio la propria incolumità. Chiediamo a chi di dovere di intervenire con urgenza.

Quanto all’altro episodio, lo denuncia Francesco Oliviero del Sappe: «Sabato 30 dicembre è avvenuta l'ennesima aggressione nella casa circondariale di Prato. Questa volta a subire i danni peggiori è stato un giovane agente di polizia penitenziaria. Il detenuto di nazionalità italiana, trasferito da altre carceri per motivi di sicurezza e già noto per i suoi comportamenti aggressivi, con evidenti disturbi psichiatrici ha aggredito l'agente in servizio al reparto di media sicurezza. L'agente, che è ricorso alle cure del pronto soccorso cittadino, ha riportato una prognosi di sette giorni». Senza appello la denuncia del sindacalista: «Ormai quello che quotidianamente accade nel penitenziario pratese non fa più notizia. Le aggressioni che avvengono all'ordine del giorno ai danni del personale che vi presta servizio sono il simbolo di una gestione fallimentare, sia locale che regionale. Il carcere deve essere guidato da un Comando e una Direzione in pianta stabile, occorre personale, la carenza è quasi arrivata al 40%. La direzione deve farsi carico del problema e attuare la chiusura delle sezioni detentive così come disposto dal Dipartimento. Il Sindacato autonomo di polizia penitenziaria annuncia che saranno messe in atto, concrete forme di protesta finché l'amministrazione non fornirà i mezzi e le soluzioni affinché il problema venga risolto».

Intanto oggi alle 10 saranno in visita al carcere della Dogaia insieme ai Radicali e alla Camera Penale l’assessora Benedetta Squittieri, il vicesindaco Simone Faggi e il consigliere comunale Lorenzo Tinagli. Ci saranno anche alcuni militanti del Pd e il segretario pratese di + Europa Giacomo Bechini. 

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