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Prato, Matteo Biffoni e l’orgoglio del rendering: «Con noi lavori per 65 milioni»

di Paolo Nencioni
A sinistra il sindaco Matteo Biffoni durante la conferenza stampa sui lavori appaltati nel 2023
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A sinistra il sindaco Matteo Biffoni durante la conferenza stampa sui lavori appaltati nel 2023

Il sindaco fa il punto sulle opere appaltate nel 2023: una ogni due settimane

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PRATO. Qualcuno nel centrodestra, in vista delle elezioni, ironizza sui rendering e sulla politica dell’annuncio per accusare la giunta Biffoni di troppo fumo e poco arrosto. E il sindaco rilancia la palla al mittente: «Senza rendering questi lavori non li avremmo fatti. L’ho sperimentato dieci anni fa quando è finita l’esperienza di Roberto Cenni. Per un anno non ho inaugurato una strada...».

I lavori di cui parla Matteo Biffoni sono quelli che la sua giunta ha appaltato nel corso del 2023: 49 opere per un importo complessivo di 65,5 milioni di euro, un cantiere ogni due settimane. Il sindaco ha voluto fare il punto ieri, togliendosi anche qualche sassolino dalla scarpa (ma non è la prima volta) sui tempi biblici della burocrazia italiana. «Ma perché questo paese non ci fa fare i lavori coi tempi europei, invece di farci aspettare 15 anni per realizzare un sottopasso?» si chiede Biffoni, e il riferimento non è casuale.

I “tempi europei” sono quelli imposti dai finanziamenti del Pnrr: meno vincolli e qualche rischio, ma certamente una velocità non paragonabile a quella sperimentata nel tortuoso iter che porterà alla realizzazione del sottopasso del Soccorso. Ma non c’è solo quello. «I soldi per la ristrutturazione di Palazzo Pacchiani e per il Bastione delle Forche ce li ha dati il governo Gentiloni nel 2015 e io non vedrò la conclusione dei lavori da sindaco. Non è normale».

Un altro sassolino che dava fastidio è la questione del taglio dei fondi Pnrr destinati agli enti locali, annunciata in estate dal ministro Raffaele Fitto ma che poi non si è trasformata in atti concreti e resta come una spada di Damocle su chi ha già preso impegni con le ditte. In quei 65,5 milioni di lavori appaltati nel 2023, infatti, c’è anche una parte dei 31 milioni che il Comune di Prato rischia (o rischiava) di perdere dopo l’uscita di Fitto. Se il governo non cambierà idea, teoricamente dovrebbe chiederli indietro ma difficilmente lo farà per non bloccare l’attività di tutti i Comuni italiani.

Pensa al centrodestra anche il vice sindaco Simone Faggi quando rivendica il lavoro fatto e avverte che «le trasformazioni urbane avvengono nel giro di decenni, non di sei mesi. Noi guardiamo al futuro e a giugno lasceremo una città in fermento, proviamo a immaginare una città diversa lasciando perdere le battaglie di corto respiro, come quella di chi ci vorrebbe far smantellare i marciapiedi (al Macrolotto zero, ndr) per poi rifarli tra cinque anni».

Nell’elenco delle 49 opere del 2023 quella più consistente è l'appalto per la costruzione della nuova scuola primaria e palestra Pier Cironi di viale della Repubblica (16 milioni di euro, di cui 10,5 da Pnrr e 5,5 di risorse proprie del Comune). Ma la lista è lunga. Per la scuola c’è il primo lotto di adeguamento sismico scuola Villa Charitas (300mila euro), la riqualificazione funzionale e messa in sicurezza ex scuola dell'infanzia Abatoni per nuovo centro gioco bambini e famiglie e spazio gioco (676mila euro da Pnrr), la riqualificazione del verde scolastico per attività didattica open air ( 3,7 milioni da Pnrr). Per le strade c’è il primo lotto al Ponte Petrino di interventi di risanamento su ponti, passerelle e viadotti (429mila euro da Pnrr;), gli interventi di manutenzione straordinaria e messa in sicurezza strade (990mila euro da Pnrr). Per lo sport la piscina olimpionica di Iolo (16 milioni), il campo sportivo di Paperino (880mila da Pnrr), la riqualificazione di campi di calcio e rugby (2.420.000 euro da Pnrr), il rifacimento della pavimentazione della pista di atletica (300mila), la manutenzione straordinaria su impianti sportivi per opere edili e impiantistiche (560mila), l’adeguamento antincendio della palestra di via Roma (440mila da Pnrr), la riqualificazione degli impianti della piscina Galilei (400mila del Pnrr).

«Altro che rendering – insiste l’assessore all’Urbanistica Valerio Barberis – Questo significa amministrare una città, fare progetti, fare rendering di quei progetti, sì, e poi intercettare i fondi pubblici per finanziarli e realizzarli».

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