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Maltempo a Prato, fossi "tombati": perché anche 35 millimetri di acqua in un’ora possono diventare un incubo

di Paolo Nencioni
Maltempo a Prato, fossi "tombati": perché anche 35 millimetri di acqua in un’ora possono diventare un incubo

Cantagallo, l’appello del sindaco al governo per sbloccare gli aiuti economici dopo quanto successo a Chiusoli

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PRATO. Un temporale nemmeno troppo forte, ieri intorno all’ora di pranzo, ha fatto nuovamente temere per l’incolumità delle famiglie che vivono a Chiusoli, nel comune di Cantagallo, uno dei borghi più danneggiati dall’alluvione di inizio novembre. Il fosso di Chiusoli, uno di quelli “tombati” e che passa in mezzo al paese, ha tracimato e l’acqua ha allagato la cantina di un’abitazione prima di proseguire la sua corsa verso il fondovalle.
 

Sul posto era già presente la ditta incaricata dal Comune per i lavori di somma urgenza dopo gli allagamenti di novembre e subito dopo sono arrivati il sindaco Guglielmo Bongiorno e il maresciallo dei carabinieri Gianluca Breschi. «Di fatto la ditta è intervenuta praticamente in tempo reale – commenta il sindaco – e nel giro di mezz’ora il problema era risolto. Diciamo che è andata bene. Il problema è sempre legato a fossi e torrenti “tombati”. L’alluvione di novembre ha portato così tanti detriti dalla montagna che basta poco per ostruire il corso di questi fossi. I detriti che abbiamo tolto nelle scorse settimane avevano raggiunto l’altezza di due metri. Noi al momento possiamo solo fare interventi di somma urgenza per eliminare il pericolo immediato ma non possiamo fare di più. Per questo facciamo un appello al governo perché ci dia al più presto la copertura economica per fare lavori più consistenti. Non possiamo aspettare».

Il Comune calcola che siano caduti 35 millimetri di acqua in un’ora. Della situazione del Fosso di Chiusoli si sta interessando, da dopo l’alluvione, il Genio civile con il Comune. È già previsto un intervento, la situazione è complessa perché il torrente con la relativa tombatura attraversa diverse proprietà private.

Delle scadenze legate ai ristori dopo l’alluvione ha parlato anche il sindaco di Prato, Matteo Biffoni, sulla sua pagina Facebook. «Noi non ci scordiamo, né molliamo di un centimetro – ha scritto Biffoni – Ricapitolando: ammontano a oltre 2,1 miliardi di euro i danni provocati in Toscana dall’alluvione. Nell’area pratese sono stati 3.500 gli ettari alluvionati, con 3.725 imprese coinvolte, 30 edifici pubblici e 10.145 metri quadri di superficie residenziale coinvolta. Per questo penso che non sia per niente interessante lasciare spazio a discussioni, accuse, recriminazioni o comunque ai discorsi e serva invece lavorare a ogni livello istituzionale per ottenere un sostegno. Intanto come Comune abbiamo fatto tutto il possibile: abbiamo approvato la variazione di bilancio da 1 milione di euro per 13 interventi di somma urgenza per la riparazione di danni alla rete stradale e ai cimiteri e previsto opere di ripristino straordinarie per un totale di 9 milioni di euro stanziati; abbiamo votato la rateizzazione del saldo della Tari per utenze domestiche e non domestiche alluvionate; abbiamo deciso il riconoscimento di un debito fuori bilancio per circa 550mila euro per finanziare le opere in somma urgenza nella zona franata di Figline (interventi che sono già in corso); sono state approvate misure per il sostegno alle società sportive, con la riduzione del canone di gestione 2023/24 per gli impianti colpiti dall’alluvione e per le società che hanno dovuto sostenere interventi di manutenzione straordinaria».

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