Gioco
Prato, a marzo via ai lavori per la casa di comunità a San Paolo
Prenderà il posto dell’attuale distretto che aveva spazi non più adeguati
PRATO. Ci siamo. La ditta c’è, l’area dove farla e il progetto c’erano già da tempo, e adesso, dopo incontri, dibattiti, lungaggini burocratiche e anche qualche preoccupazione, i lavori per la casa di comunità a servizio dei quartieri San Paolo e Borgonuovo potranno finalmente partire. Per illustrare una notizia a lungo attesa dalla comunità, ma anche per fare il punto sui progetti già avviati o che si prevede di far partire, il Pd ha organizzato una conferenza stampa in uno dei luoghi più volte teatro di confronto tra cittadini e istituzioni sul tema, la Casa del Popolo di Borgonuovo. E oltre a illustrare l’opera che si andrà a realizzare, nell’occasione è stato anche lanciato un allarme sul futuro della sanità pubblica, alla luce dei continui tagli.
A fare il punto della situazione il vicesindaco di Prato Simone Faggi, la consigliera regionale del Pd Ilaria Bugetti e il portavoce del Pd toscano Diego Blasi. E proprio Blasi ha esordito denunciando la continua erosione delle risorse destinate al capitolo sanità pubblica: «Come Pd stiamo mettendo in campo una difesa serrata, mentre il governo sta depotenziando la sanità pubblica. Il nostro partito vorrebbe imporre di destinare il 7,5% del Pil alla sanità pubblica, e durante l’emergenza pandemia ci stavamo avvicinando a quel livello, ma adesso si sta andando verso un calo».
Ma anche quando le risorse (almeno sulla carta) ci sono, non è detto che queste si rendano subito disponibili. E la casa di comunità di cui si è parlato ieri ne è un esempio lampante, come emerso dall’intervento della consigliera Bugetti che ha ripercorso le tappe del progetto, ricordando come la Regione, da parte sua, avesse messo subito a disposizione le risorse necessarie, che sono rimaste sempre lì in attesa che arrivassero i fondi statale, attraverso l’articolo 20 (ossia il programma di investimenti in edilizia sanitaria). Articilo 20 che, ha ricordato Bugetti, ha una caratteristica particolare: è lentissimo. Poi, nel mezzo, ci si è messa pure la pandemia e i tempi sono saltato. Ma alla fine, «dopo una battaglia che ha visto protagonisti anche i territori, attraverso cittadini, circoli e associazioni che ringrazio», il bando è stato aggiudicato. Con qualche timore, legato al fatto che ci fosse una sola azienda partecipante. Ma dopo tutte le verifiche e i controlli di legge, che hanno allontanato quei timori, adesso il cantiere potrà davvero partire: «Se tutto va bene – ha chiuso la consigliera regionale – a marzo le ruspe inizieranno a lavorare».
Nonostante i tagli non solo il territorio manterrà un suo presidio, ma andrà a migliorare la situazione attuale, rappresentata da un distretto dove gli operatori sono costretti a lavorare tra mille difficoltà. La casa di comunità, nell’area compresa tra via Toscanini e via Donizetti, dovrebbe vedere la luce tra il l’estate e l’autunno del 2026, come ha detto il vicesindaco Faggi, che ne ha illustrato le caratteristiche: qui, su una superficie di 1.800 metri quadri (circa il doppio di una casa di comunità “standard”) sviluppata su due piani, troveranno posto i medici di famiglia e i laboratori diagnostici, e, studiando il come, anche il servizio di salute mentale e quello della salute donna (il vecchio consultorio), come previsto nel progetto originario. Resteranno in servizio, integrati dalle ulteriori figure professionali che si renderanno necessarie, gli operatori dell’attuale distretto.
«Quest’opera fa parte di una nuova idea di sanità – ha aggiunto il vicesindaco – che punta sulla territorialità. Un disegno per il mantenimento e il potenziamento del servizio sanitario in Toscana. E per questo servono le strutture ma – ha aggiunto Faggi con un richiamo ai tagli governativi – servono anche le risorse». Un progetto che coinvolge l’intero territorio provinciale. Faggi ha fatto un elenco delle altre opere già avviate o in partenza nel 2024 (la casa di comunità all’ex ospedale, quelle di Montemurlo e di Poggio a Caiano, l’ampliamento di quella di Vaiano) e poi le prospettive future come le ristrutturazione complessiva del pronto soccorso, compreso il pronto soccorso pediatrico, o la creazione di un’altra casa di comunità nella zona sud di Prato («Abbiamo già individuato l’area di pertinenza comunale a Paperino») . «Ma credo – ha aggiunto Faggi – che sia necessario fare un pensierino anche per la zona nord, visto che la sede dell’attuale distretto è oggettivamente scomoda».
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