Gioco
Alluvione in Toscana e tasse, arriva la mini-proroga delle scadenze. Gli industriali: «Una presa in giro»
L’emendamento al Decreto aiuti innesca la rabbia delle aziende danneggiate. Daniele Matteini: «Non c'è nemmeno consapevolezza di quanto possa essere sconcertante un comportamento simile da parte delle istituzioni»
PRATO. Ok, da voi c’è stata l’alluvione. Vuol dire che le tasse le pagherete tre settimane dopo. Suona un po’ come una beffa l’emendamento dei relatori al Decreto aiuti, depositato ieri in Commissione Bilancio del Senato. E infatti è stato preso come una beffa da Confindustria e dal Partito democratico, che non ci stanno.
In base all’emendamento, le imprese di Firenze, Pisa, Pistoia, Livorno e Prato colpite dall’alluvione avranno tempo fino al 18 dicembre per versare i tributi e i contributi previdenziali e assistenziali e i premi per l’assicurazione obbligatoria senza incorrere in sanzioni e interessi.
Confindustria Toscana Nord aveva annusato la grana in arrivo già quando la Regione aveva pubblicato l’elenco dei 62 comuni danneggiati dagli allagamenti del 2 novembre. Forse troppi. Perché Prato, Campi Bisenzio, Montemurlo e Carmignano, solo per fare gli esempi più vicini, sono stati pesantemente danneggiati, ma altri magari un po’ meno.
E una lista così lunga produce due effetti: da un lato “annacqua” i ristori, da suddividere tra una platea così ampia; dall’altro spaventa lo Stato che si vede privare di un ingente introito fiscale se decide di posticipare il pagamento delle tasse delle aziende.
E infatti «la misura sullo slittamento delle scadenze fiscali e contributive è insufficiente e inadeguata – commenta Maurizio Bigazzi, presidente di Confindustria Toscana – Le imprese non hanno bisogno di contentini ma di una reale presa in carico delle proprie difficoltà, perché stiamo parlando delle aree industriali più importanti del paese; e la necessaria ricostruzione ha bisogno di misure strutturali a partire da tempi decisamente più ampi sul fronte degli adempimenti tributari, ma anche di ristori rapidi e certi».
«Ho già avuto modo nei giorni scorsi di osservare che non c'è consapevolezza della gravità di quanto è accaduto – gli fa eco Daniele Matteini,»
«Abbiamo capito chiaramente che l'erario non può permettersi di rinunciare nell'esercizio 2023 al gettito proveniente dalle aziende di una parte consistente della Toscana – aggiunge Matteini – A questo rispondo in due modi: primo, che sarebbe stato più corretto dirlo fin dall'inizio, piuttosto che trovarsi oggi di fronte a un decreto che lascia increduli e sa di beffa; secondo, che non è colpa delle aziende se in questi casi il sistema è basato su criteri insensati. Se in un comune solo una quota ridottissima di imprese è alluvionata, provvedimenti come le moratorie fiscali investono l'intero comune: è evidente che così non può funzionare. Assieme al collega Maurizio Bigazzi, nei numerosi contatti che abbiamo avuto con personalità politiche di maggioranza e opposizione abbiamo proposto di cambiare sistema, basandolo su autocertificazioni, certamente da controllare a posteriori, appena possibile, delle aziende direttamente o indirettamente danneggiate. In questo modo si andrebbero a tutelare le imprese veramente colpite da calamità e lo si potrebbe fare in maniera seria ed efficace. Non con un posticipo di 20 giorni delle scadenze fiscali».
Dal Partito democratico arrivano reazioni in sintonia con gli industriali. «Gli emendamenti del governo al Decreto anticipi offrono una risposta del tutto insufficiente e offensiva – commenta Diego Blasi, portavoce del Pd Toscana – Davanti a danni stimanti dall’Irpet pari a 1,3 miliardi di euro per le imprese toscane, il governo propone la proroga al 20 dicembre dei termini per i versamenti di contributi e tributi, che sposta il termine a una data solo di pochi giorni successiva all’entrata in vigore del Decreto. È azzeccato dire che, oltre al danno, c’è anche la beffa».
«Le misure messe in campo dal governo Meloni per fronteggiare i danni dell'alluvione sono totalmente insufficienti – dice Marco Biagioni, segretario provinciale del Pd – Dove sono i parlamentari del centrodestra? Torno a chiedere a tutti loro un impegno chiaro a difesa di Prato e dei territori colpiti».
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