Il Tirreno

Prato

Il caso

Alluvione a Prato, metà delle imprese sono ancora chiuse

Alluvione a Prato, metà delle imprese sono ancora chiuse

La stima di Confindustria, che torna a chiedere la sospensione degli adempimenti fiscali: «Dal governo nessuna risposta»

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Metà delle imprese danneggiate dall’alluvione del 2 novembre sono ancora chiuse, stando alle stime di Confindustria Toscana Nord, che torna a sollecitare il governo sulla richiesta di un blocco degli adempimenti fiscali.

Il monitoraggio sulle imprese industriali colpite dall'alluvione continua: alcune, meno danneggiate, sono ripartite se non a pieno regime almeno in misura significativa, altre sono ancora inattive e in qualche caso lo rimarranno per alcune settimane. Delle 150 imprese industriali censite da Confindustria Toscana Nord nell'area di propria pertinenza (100 del tessile su Prato e Pistoia, più i comuni fiorentini Campi Bisenzio e Calenzano facenti parte parte del distretto pratese, cui si sommano 50 industrie di altri settori manifatturieri delle province di Prato, Pistoia e in minor misura Lucca) la metà ha riportato danni così consistenti da non aver ancora ripreso l'attività.
«Si conferma quindi la gravità degli effetti degli eventi atmosferici del 2-3 novembre – si legge in una nota di Confindustria – con ripercussioni rilevanti anche al di là delle stesse aziende colpite: molte di esse infatti sono parte di filiere produttive che risentono della situazione in tutta la loro articolazione. Nonostante questo quadro, le imprese sono ancora in attesa di veder accolte le richieste di un decreto legge che sospenda gli adempimenti tributari, contributivi, previdenziali, amministrativi e ambientali a carico delle imprese dei territori alluvionati. Le prime scadenze sono a ridosso: il 16 novembre è la data ultima per alcuni adempimenti fiscali tra cui l'Iva, oltre che per l'utilizzo in compensazione dei bonus energia e gas del 1° e 2° trimestre 2023; poco oltre, il 30 novembre, toccherà all'Irap e all'Ires. Lo stesso 30 novembre è anche il termine per l'effettuazione degli investimenti su beni materiali Industria 4.0 e comunque prenotati entro il 31 dicembre 2022».


Confindustria Toscana Nord ricorda che per l'Emilia Romagna il decreto di sospensione e proroga fu fatto in tempi rapidi, per le aree alluvionate della Toscana per ora non c'è risposta.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa