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Alluvione a Prato, il sindaco Biffoni chiede soldi subito: «Io spina nel fianco del governo»

di Alessandro Formichella
Alluvione a Prato, il sindaco Biffoni chiede soldi subito: «Io spina nel fianco del governo»

Matteo Biffoni ha fatto il bilancio dell’emergenza dal 2 novembre in poi: sono stati 1.200 gli interventi. Prato in lutto per le vittime della calamità

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PRATO. Sono 1200 gli interventi da parte della protezione civile, 300 i volontari pronti 24 ore su 24 a soccorrere la popolazione alluvionata. Prato snocciola i primi numeri sull’emergenza Ciaran, e sulla successiva perturbazione atlantica, che da giovedì 2 novembre assedia città e provincia. Con lo stesso quantitativo di pioggia che avrebbe dovuto esserci in 4 mesi, 155 mm venuti giù in 4 ore. E dalle 22 di venerdì sera la rottura dell’argine sinistro del torrente Bagnolo a Sant’Ippolito ha fatto rivivere attimi di terrore.

Di nuovo è stata alluvione nella parte ovest della città, anche se non delle dimensioni viste e vissute nei giorni scorsi. Più di centrotrenta le persone alle quali nella nottata di venerdì è stato ordinato di evacuare dai piani terra delle abitazioni e che solo nel pomeriggio di ieri hanno potuto riprendere pieno possesso delle proprie abitazioni. Sotto altri 60 centimetri di acqua e fanghiglia sono finite poco meno di una decina di abitazioni, delle ex coloniche vicine all’azienda agricola di Marcello Menicacci, nel borgo di Sant’Ippolito.

Ieri, alle 14 gli uomini del Centro operativo della protezione civile si sono fermati, insieme al presidente del consiglio regionale della Toscana Antonio Mazzeo, per osservare un minuto di silenzio per le vittime della calamità naturale. Proprio ieri, infatti, il Comune di Prato aveva indetto il lutto cittadino per Antonio Tumolo, l’anziano travolto dalla corrente della Bardena a Villa Fiorita e ritrovato cadavere dopo alcuni giorni in un vivaio di Iolo, e per Tindaro Di Amico, il 73enne rimasto folgorato nella sua casa di Figline mentre tentava di staccare la corrente.

In questi primi dieci giorni di emergenza, sono stati realizzati oltre 22mila sacchi di sabbia nella sede della protezione civile dell’ex Ippodromo; alla popolazione ne sono stati consegnati circa 12 mila. Il rimanente è pronto ad essere distribuito in caso di ulteriori necessità. Nella notte di giovedì 9 novembre sono stati 15 i punti del territorio comunale tenuti sotto continuo monitoraggio, con presidi fissi da parte di 30 volontari. Fra venerdì 10 e sabato 11, la protezione civile ha predisposto altre 300 brandine in caso di necessità per gli sfollati. Il meteo continua a far tremare i polsi. Anche se il tempo da oggi dovrebbe andare in leggero miglioramento.

Poi ancora numeri, con tutto l’”esercito” della protezione civile nazionale arrivato da molte altre regioni del paese. A Prato, sono stati attivi fin dalle prime ore dell’emergenza due funzionari del dipartimento nazionale di protezione civile, Gabriele Armeno e Valter Macioci. E oltre alla protezione civile giunta dalla Marche, dall’Umbria, dalla Campania e dal Lazio, a Prato sono arrivare squadre dei vigili del fuoco provenienti da cinque diverse regioni. Sono centinaia gli uomini in campo.

«Di fronte all’evento catastrofico che ci ha colpito, il sistema ha retto. Tutto è migliorabile certo, ma la città è stata rimessa in sicurezza con una risposta immediata ed efficace – ha detto il sindaco Matteo Biffoni – Grazie ai tantissimi che sono venuti da ogni parte ad aiutarci. Ho visto da subito il senso di responsabilità e la disponibilità civica di pratesi di ogni età».

E da oggi «sarò la spina nel fianco del governo- ha ribattuto il sindaco di Prato – qui abbiamo bisogno di soldi subito, decontribuzione immediata per le aziende e finanziamenti per ricomprare i macchinari industriali. Starò con il fianco sul collo a Roma».

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