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Alluvione in Toscana, a Vaiano la normalità è lontana: paesi senza acqua per l’esplosione del fosso
In 20 evacuati e c’è chi mette a disposizione la casa
VAIANO. Sei autobotti ancora in funzione per la distribuzione dell’acqua potabile fra Gamberame e La Briglia. Vaiano si trova ad affrontare ancora giorni di attesa prima che il “tubino” del Bisenzio, sotto la pista ciclabile, venga ripristinato. La furia dell’esondazione del Bisenzio ha tranciato tutto. «Lavori lunghi e non scevri di grosse problematiche – spiega il sindaco di Vaiano, Primo Bosi – e i tecnici mi dicono che ci vorranno giorni di lavoro. Spero che si riesca nel minor tempo possibile, ma la situazione qui è davvero complessa». Le due frazioni del Comune all’inizio della Val di Bisenzio dovranno affrontare ancora per alcuni giorni disagi e complicazioni, dovute alla tempesta Ciaran che si è abbattuta violentemente sul territorio comunale. Il fosso Trescellere, che fra giovedì sera e venerdì mattina è esploso in tutta la sua portata sotto una fabbrica dismessa da anni e cioé la ex Dainelli, era stato intubato e murato negli anni Cinquanta, fermo com’era da decenni nell’attività di deflusso delle acque. Ed è stato proprio il Trescellere che ha invaso le strade della cittadina, come poi hanno fatto altri fossi nel territorio comunale come il “Secco” (nome descrittivo in tutto e per tutto) che giovedì sera, sotto il diluvio di oltre 150 mm di pioggia in poche ore, ha divelto ogni regola propria del suo stesso nome.
«Tutto il reticolo minore dei fossi e piccoli torrenti è saltato con la esondazione del Bisenzio – ripete Bosi – siamo ancora in una situazione pesante e ci vorranno molti giorni prima di tornare alla normalità». I primi mezzi della protezione civile nazionale, in Val di Bisenzio sono arrivati domenica. In tutta la Vallata si continua comunque a lavorare in modo incessante. In Val di Bisenzio si lavora incessantemente per dare supporto alle situazioni di criticità di famiglie e imprese e per la messa in sicurezza del territorio. Negli ultimi due giorni al Centro operativo comunale di Protezione civile, sono arrivate oltre 150 richieste di intervento. Domenica sera a Cantagallo, sono state evacuate sei famiglie che abitano in località Tracconi. Venti persone che erano rimaste isolate a causa del cedimento della strada, a causa di frane continue. E nella situazione drammatica merita di essere raccontata la storia di Miria Nuti che abita con la madre all’inizio di via di Migliana, subito dopo Usella. Miria, anche lei alluvionata (in suo aiuto sono arrivati l’Associazione cinghialai e la Protezione civile) ha aperto le porte di casa a sei persone di Tracconi e stanno affrontando insieme questi giorni di difficoltà. Sempre da domenica sera, a Migliana è stato riaperto il collegamento con Schignano. Ma si continua a lavorare in molte località del comune, soprattutto per risolvere frane e strade compromesse dalla furia dell’acqua e fango. In località Chiusoli, la Croce Rossa, con un’azienda specializzata, sta rimuovendo una enorme quantità di detriti portati dal torrente. Sulla strada di Caselle- Querceta ieri ha lavorato l’esercito e il Genio militare. Ma è a Vaiano che si orientano gli sforzi maggiori, per mettere in sicurezza il Trescellere, il torrente che ha provocato danni pesantissimi soprattutto in via Rosselli.
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