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L’alluvione

Prato, duemila “angeli del fango” per ripartire dopo il disastro

Prato, duemila “angeli del fango” per ripartire dopo il disastro

Li ha mobilitati il Partito democratico, che ha ignorato le accuse di sciacallaggio del sottosegretario Giorgio Silli

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PRATO. Non c’è un’alluvione senza i suoi “angeli del fango”, e l’alluvione che ha colpito Prato e provincia giovedì sera non fa eccezione. La differenza, rispetto agli angeli del fango di 57 anni fa, quelli che andarono a spalare le strade di Firenze nel 1966, è che sono angeli “nostrali”, in stragrande maggioranza non arrivano da lontano. Li ha mobilitati il Partito democratico, ottenendo una risposta superiore a tutte le previsioni stando ai numeri forniti ieri dal segretario provinciale Marco Biagioni.

«Siamo di fronte a una risposta straordinaria – ha spiegato – In poco meno di 24 ore dal nostro appello si sono presentati quasi 2.000 volontari, in prevalenza giovani. Questi volontari, valutate le disponibilità, le attrezzature e gli eventuali mezzi a disposizione, vengono subito messi a disposizione del sistema di Protezione civile per l’impiego immediato nelle zone colpite».

Venerdì mattina l’iniziativa del Pd ha fatto infuriare il sottosegretario agli Esteri Giorgio Silli, che ha accusato i dem di sciacallaggio, facendo capire che secondo lui l’iniziativa nascondeva solo interessi di bottega, una ricerca del consenso in vista delle prossime elezioni amministrative. I giovani che hanno preso il comando della Federazione hanno evitato di entrare in polemica e si sono rimboccati le maniche.

«Oggi le squadre dei volontari, solo a Prato città, hanno operato soprattutto a Santa Lucia, Galceti, Figline, Coiano – si legge in una nota del Pd – Altre squadre sono state dirottate verso il parcheggio di Villa Fiorita dove la Protezione civile ha provveduto a smistarle sul territorio. I volontari che si sono presentati con mezzi pesanti o piccoli furgoni hanno gestito la raccolta degli ingombranti a supporto di Alia presso il parcheggio di Maliseti. Chi non aveva materiale o attrezzature da lavoro è stato inviato all’Ippodromo per la preparazione dei sacchi di sabbia».

In provincia le squadre hanno operato a Vaiano, La Briglia, La Foresta, Il Fabbro, Seano, Oste, Bagnolo, Cantagallo. A Montemurlo i volontari hanno fatto riferimento alla Protezione civile di via Toscanini.

La Federazione del Pd, oltre a gestire le disponibilità di queste duemila persone, funge anche da punto di raccolta del materiale da lavoro come pale, vanghe, galosce, sacchi neri, in via Carraia, anche se pare che in città stivali e pale siano ormai quasi introvabili. Molte le aziende pratesi e non solo stanno donando materiale che viene immediatamente distribuito ai volontari o alle strutture della Protezione civile.

«In poche ore si è creata una rete estremamente ampia, capace di rispondere in tempo reale a tutte quelle necessità grandi o piccole che emergono dal territorio – racconta Biagioni – Le squadre sono impegnate sia sulle strade sia nelle abitazioni private. Un lavoro, ci tengo a sottolinearlo, che svolgiamo sempre e solo a supporto della Protezione civile».

Sono a disposizione dei volontari i numeri 0574-32141, 333-9104328, 334-5488419, 338-7602123, 334-6160115.

Intanto ieri sera è arrivata in città anche la colonna della Protezione civile dell’Umbria: 70 persone e 10 idrovore. Dormiranno al Palasport di Maliseti e rimarranno a Prato fino a quando continuerà l’emergenza. 

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