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Prato, l’ex Creaf sarà ospedale di comunità: «E ora ottimizziamo tempi e costi»

di Maria Lardara
Prato, l’ex Creaf sarà ospedale di comunità: «E ora ottimizziamo tempi e costi»

Saranno ospitate la medicina legale, la farmacia territoriale e le attività riabilitative. Il dg Valerio Mari: «L’obiettivo è decongestionare altre strutture sanitarie»

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PRATO. In principio fu il “famigerato” Creaf mai decollato, poi venne l’hub vaccinale in tempo di pandemia (centro Pegaso) e dopo ancora la promessa di un “ospedale di comunità”. Promessa che sembrò sfumare a primavera, quando c’era la spada di Damocle puntata delle scadenze Pnrr entro il 30 marzo.
Soltanto adesso si è sbloccata la procedura per la concessione del Pegaso 2 in comodato d’uso all’Asl Toscana Centro da parte di Sviluppo Toscana spa, società in house della Regione proprietaria di tutto il complesso ex Creaf. Finalmente l’azienda sanitaria ha mani libere per ripensare i servizi della sanità territoriale, forte della delibera di giunta regionale del 9 ottobre che autorizza questo passaggio in forma di contratto di comodato d’uso modale della durata massima di 30 anni.
C’è un passo precedente: la legge regionale 25 del 3 luglio, come si legge fra le righe della delibera, «al fine di agevolare l’erogazione di servizi di sanità territoriale per il territorio pratese anche in coerenza con quanto previsto dal Pnrr, ha previsto la possibilità di destinare a uso sanitario la porzione di immobile denominata “lotto 2” del complesso ex Creaf». E quindi disco verde all’ospedale di comunità? In effetti la delibera non fa riferimento a posti letto per la degenza.
Nell’immobile di 2.276 metri quadrati con ingresso da via Dossetti troverebbero sede attività ambulatoriali di riabilitazione e fisioterapia (oggi al Giovannini) , con tre palestre e ambulatori collegati; e poi attività di medicina legale e tutte le commissioni medico legali (oggi nelle ale dell’ex Misericordia e Dolce in via de’Mazzamuti) , le attività della farmacia territoriale, del call center per l’area pratese e infine aule polifunzionali dedicate alla formazione del personale.
«L’atto della giunta regionale rappresenta una cornice, il presupposto che ci consente di avviare verifiche su quel bene con una prospettiva temporale congrua – spiega il neo direttore generale dell’Asl Toscana Centro Valerio Mari – Nei prossimi giorni faremo un punto con i tecnici in Regione per rivedere e condividere una serie di servizi territoriali da sistemare nell’ex Creaf, nell’ottica di decongestionare altre strutture sanitarie».
Leggendo la delibera si capisce che Sviluppo Toscana spa non abbia fatto salti di gioia finora per le ricadute economiche derivanti dalla destinazione sanitaria (anziché produttiva) stimando i costi, i ricavi e l’effetto negativo dell’operazione di comodato in circa 58mila euro all’anno: operazione che si rendeva comunque necessaria a seguito delle ordinanze del presidente Giani di fine 2020 con cui si dava mandato a Sviluppo Toscana e all’Asl di sottoscrivere un comodato d’uso gratuito per via dell’emergenza epidemiologica (Pegaso 1 e Pegaso 2 furono adibiti alle degenze Covid e all’hub vaccinale) .
Con l’ok al nuovo comodato potrebbero esserci delle complicazioni di natura fiscale ed è per questo, come si legge nella delibera, che la Regione farà la sua parte nel finanziare eventuali oneri di natura straordinaria, anche fiscali, a carico di Sviluppo Toscana, nel limite massimo di 300mila euro per l’anno 2023, tenendo conto del rischio segnalato dalla società: visto che la posta in gioco è un contratto di comodato di lungo periodo, l’agenzia delle entrate potrebbe impugnare l’atto come elusivo di una vendita a un terzo, rivendicando di conseguenza il versamento dell’Iva sul valore normale all’atto di cessione.
In ogni caso, l’ex Pegaso 2 non rimarrà una scatola vuota e sarà trasformato in una struttura sanitaria dopo la concessione del comodato d’uso all’Asl. «L’azienda sta portando avanti tutte le attività propedeutiche per la progettazione – conclude il dg Mari -. L’obiettivo, adesso, è ottimizzare costi e tempi dei lavori per l’adeguamento di spazi che comunque hanno la caratteristica di essere già “neutri” e flessibili per l’allocazione di funzioni sanitarie». 
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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