Gioco
Prato, la storia fatta coi mattoncini Lego: dalla Resistenza al lavoro operaio
Il progetto finanziato dalla Regione è rivolto alle scuole della Valbisenzio
PRATO. La storia raccontata e ricostruita con i famosi mattoncini Lego che, fra ricerca e gioco, stavolta diventano un potente strumento per condividere gli eventi del passato. Un’idea che ha affascinato anche la Fondazione Cdse, tanto da costruirci su un progetto che si chiama appunto “Mattoncini di Resistenza”, il Novecento raccontato con la brick history, nato dalla volontà di lavorare in rete e in senso creativo sulla memoria della guerra e liberazione in un territorio profondamente segnato dal secondo conflitto mondiale, la Val di Bisenzio.
Il progetto è stato presentato ieri a Palazzo Buonamici dall’assessora regionale alla cultura della Memoria Alessandra Nardini insieme agli animatori dell’iniziativa, presenti il presidente della Provincia Simone Calamai e la consigliera regionale Ilaria Bugetti.
Il progetto ha conquistato il primo posto fra associazioni e fondazioni del bando 2023 della Regione Toscana, dedicato appunto al finanziamento di progetti per la valorizzazione del patrimonio storico, politico e culturale dell’antifascismo e della Resistenza e la promozione di una cultura di libertà, democrazia, pace e collaborazione tra i popoli.
La Fondazione Cdse lo ha realizzato in collaborazione con i Comuni della Val di Bisenzio, con la preziosa ed esperta consulenza degli storici dell’Italian Brick History e il coinvolgimento di numerose associazioni sul territorio.
La fase iniziale è consistita nella creazione di due kit lego history personalizzati da utilizzare per i laboratori “intergenerazionali” e con gli studenti degli istituti comprensivi. Il primo legato agli episodi di lotta partigiana e Resistenza sul territorio valbisentino: occupazione tedesca dopo l’8 settembre, accampamenti partigiani sui Faggi di Javello, Tosca Martini e le partigiane della Val Bisenzio che collocano una bandiera rossa per il 1° maggio 1944 a Cantagallo. Il secondo che racconta invece la memoria del lavoro: la storia del movimento operaio e la conseguente nascita dell’antifascismo e della Resistenza nelle fabbriche con riunioni clandestine, proteste sindacali, sciopero del marzo 1944. Si tratta naturalmente di kit specifici e personalizzati sulla storia della Resistenza e dell’antifascismo dell’Appennino pratese, che permettono di avere a disposizione un materiale didattico unico, utilizzabile in eventi pubblici, laboratori scolastici e seminari per gli insegnanti.
Adesso i kit saranno protagonisti di una serie di laboratori, introdotti da un racconto storico che presenta il tema. Si parte domani alle 15 al Rifugio Pacini di Pian della Rasa con “La Seconda guerra mondiale nei boschi della Riserva” (merenda al rifugio e possibilità di pranzo prenotando al 339.8196922). Venerdì 10 novembre alle 17.15 secondo appuntamento al Mumat di Vernio con “Le fabbriche tessili nel Novecento”, laboratorio con visita agli antichi macchinari. Domenica 3 dicembre alle 15 ultimo appuntamento a Vaiano, alla sala polivalente Baldini (via Aldo Moro, 4). “Dall’8 settembre 1943 alla Liberazione in Val di Bisenzio” è il tema del laboratorio che si conclude con la merenda di ciambelline in collaborazione con Auser Vaiano.
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